Ripristinate le attività dei voli all’aeroporto di Catania. È stata, infatti, disposta la riapertura degli spazi corrispondenti alla nuvola aerea a sud-ovest (settore C1). La comunicazione arriva dalla Sac, la società di gestione dello scalo etneo. Lo spazio era stato precedentemente chiuso a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera. I […]
Aeroporto di Catania su Facebook
Etna, ripristinati i voli in partenza e arrivo all’aeroporto di Catania
Ripristinate le attività dei voli all’aeroporto di Catania. È stata, infatti, disposta la riapertura degli spazi corrispondenti alla nuvola aerea a sud-ovest (settore C1). La comunicazione arriva dalla Sac, la società di gestione dello scalo etneo. Lo spazio era stato precedentemente chiuso a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera.
I voli all’aeroporto di Catania
Dalla Sac fanno sapere che sono ripristinate tutte le attività dei voli in partenza e in arrivo all’aeroporto con effetto immediato. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore.
La situazione dell’Etna
Secondo il monitoraggio dell’Ingv, osservatorio etneo, di Catania sono almeno tre le bocche nella zona sommitale dell’Etna, ubicate tra i crateri Voragine e Sud-Est, a essere interessate da attività esplosiva. La bocca eruttiva apertasi ieri nella Valle del Leone, a quota di 2.750 metri circa, è attiva e alimenta un complesso campo lavico. Il cui fronte attivo, dopo avere oltrepassato monte Simone, si è attestato a quota 1.850 metri circa. Alle 11.28 si è aperta una nuova bocca eruttiva nella Valle del Bove, nei pressi di monte Rittmann, a una quota di 2.360 metri.
L’evento è stato accompagnato dalla formazione di due modesti flussi piroclastici generati dal collasso e dalla rapida mobilizzazione del materiale smosso durante la formazione della bocca. Quest’ultima ha prodotto un campo lavico il cui fronte più avanzato si è attestato a una quota di circa 2.100 metri. Dal punto di vista sismico, il tremore si mantiene nella fascia dei valori alti localizzato in corrispondenza del cratere Voragine ad una quota di circa 3.000 metri sul livello del mare.