Un amore nato lentamente, cresciuto anno dopo anno, ha portato a una nuova sfida: il cavaliere del lavoro ragusano Giancarlo Licitra e sua moglie Maria Grazia Scarso a decidere di investire sull’isola di Salina e ad aprire così una nuova fase della loro vita. Amministratore unico della LBG Sicilia Srl, azienda leader nella commercializzazione della […]
Salina, un amore diventato impresa: «Abbiamo scelto di investire sulle persone»
Un amore nato lentamente, cresciuto anno dopo anno, ha portato a una nuova sfida: il cavaliere del lavoro ragusano Giancarlo Licitra e sua moglie Maria Grazia Scarso a decidere di investire sull’isola di Salina e ad aprire così una nuova fase della loro vita. Amministratore unico della LBG Sicilia Srl, azienda leader nella commercializzazione della carruba e dei suoi derivati, con il 95 per cento del fatturato destinato ai mercati esteri, Licitra ha scelto di affiancare alla propria storia imprenditoriale una nuova sfida: quella dell’ospitalità e della viticoltura in una delle isole più affascinanti dell’arcipelago eoliano.
L’isola che entra nell’anima
Per Maria Grazia Scarso, però, tutto è cominciato molto prima dell’investimento. Dodici anni di vacanze trascorse a Salina hanno trasformato una semplice meta estiva in un luogo del cuore. «Ci siamo innamorati di quest’isola poco alla volta – racconta a MeridioNews -. Qui la luce è diversa, così come i profumi, i sapori, perfino il caldo. Sono sensazioni che penetrano nell’anima. Ogni anno tornavamo e cresceva il desiderio di fare qualcosa per questo posto».
Quel desiderio si è concretizzato con l’acquisizione di Capofaro Resort, immerso tra i vigneti di Malvasia e affacciato su uno dei panorami più suggestivi delle Eolie. Il faro che domina la tenuta, da cui prende il nome la struttura, accompagna lo sguardo fino all’Etna, a Stromboli, Panarea, Filicudi e Alicudi, regalando ogni giorno uno spettacolo diverso. «Qui è la natura a parlare – sottolinea Scarso -. I nostri ospiti cercano soprattutto il silenzio. C’è il vento, il profumo del gelsomino nelle sere d’estate, il tramonto, l’alba, un bicchiere di vino davanti al mare. Sono emozioni semplici, ma autentiche».
La nuova sfida della famiglia Licitra
L’investimento della famiglia Licitra non riguarda soltanto la struttura ricettiva, ma anche il territorio e la sua comunità. L’obiettivo è costruire una rete capace di coinvolgere gli isolani e offrire nuove opportunità ai giovani. «Abbiamo scelto di investire sulle persone – precisa ancora Maria Grazia Scarso -. Formiamo ragazzi provenienti da diversi Paesi, ma il nostro desiderio è vedere sempre più giovani siciliani scegliere di restare nella loro terra. Crediamo nella valorizzazione del merito e nella collaborazione con chi vive sull’isola. Solo facendo rete un territorio può crescere davvero».
Grande attenzione è stata riservata al giardino mediterraneo, agli ulivi e agli agrumi che circondano la tenuta. L’olio extravergine servito agli ospiti proviene dagli ulivi dell’azienda e dalle produzioni della famiglia nel Ragusano, mentre dai limoni coltivati nel resort nasce la marmellata preparata per la colazione. Per la famiglia Licitra la sostenibilità non rappresenta una scelta recente. Fa parte della storia imprenditoriale, costruita intorno alla valorizzazione della carruba e dei suoi derivati attraverso LBG Sicilia, azienda che da anni opera sui mercati internazionali con una particolare attenzione all’innovazione e alla tutela delle materie prime.
La sfida della viticoltura eroica
Accanto all’ospitalità, Capofaro custodisce uno dei patrimoni agricoli più preziosi di Salina: i vigneti di Malvasia delle Lipari Doc. Coltivare la vite su un’isola significa confrontarsi ogni giorno con una viticoltura definita eroica. I filari si sviluppano su terreni vulcanici e terrazzati, sostenuti dai tradizionali muretti a secco, dove gran parte delle lavorazioni viene ancora eseguita manualmente. La scarsità d’acqua durante i mesi estivi, la necessità di ricorrere a sistemi di irrigazione particolarmente attenti e la logistica legata ai trasporti marittimi rendono ogni fase del lavoro più complessa rispetto alla terraferma.
«Già coltivare la vite non è semplice. Farlo su un’isola come Salina lo è ancora meno. Ogni cosa richiede più tempo e una maggiore organizzazione, ma è anche questo il fascino del luogo – racconta Matteo Manco, maître maison del resort -. Le radici delle viti affondano in un terreno ricco di minerali, nato dall’attività degli antichi vulcani Monte Fossa delle Felci e Monte dei Porri. È proprio questo suolo, insieme al microclima creato dall’incontro tra la brezza marina e le correnti che scendono dalle montagne dell’isola, a conferire alla Malvasia caratteristiche uniche, con profumi intensi, una marcata sapidità e una spiccata eleganza».