Un’ordinanza per un divieto di balneazione a Erice. Niente bagno del primo maggio per gli utenti di un tratto di spiaggia sul lungomare Dante Alighieri a Erice, in provincia di Trapani. Lo sancisce il divieto momentaneo di balneazione fissato nei pressi del cosiddetto pennello 34 di fronte la sede del Consorzio universitario a causa di […]
L’ordinanza che vieta la balneazione a Erice. La sindaca: «Tra le cause anche l’inciviltà»
Un’ordinanza per un divieto di balneazione a Erice. Niente bagno del primo maggio per gli utenti di un tratto di spiaggia sul lungomare Dante Alighieri a Erice, in provincia di Trapani. Lo sancisce il divieto momentaneo di balneazione fissato nei pressi del cosiddetto pennello 34 di fronte la sede del Consorzio universitario a causa di sversamenti in mare dallo stesso pennello.
Segnalazioni e sopralluogo
Facendo seguito ad alcune segnalazioni ricevute, il gruppo consiliare di opposizione Uniti per Erice nelle persone dei consiglieri Simona Mannina, Vincenzo Maltese Sofia Mazzeo ed Alberto Pollari nei giorni scorsi avevano segnalato la problematica all’amministrazione comunale. Per fare in modo che «si trovasse una soluzione definitiva visto l’approssimarsi della stagione balneare e chiedendo a viva voce l’adozione di una ordinanza urgente sul divieto di balneazione» e «cosa avesse fatto l’amministrazione per prevenire questi sversamenti, che magari si sarebbero potuti evitare grazie a una manutenzione capillare della condotta fognaria, perlomeno a ridosso della stagione estiva». Aggiungendo la richiesta di «maggior tutela e attenzione sempre, non solo quando arrivano le emergenze».
L’ordinanza per il divieto di balneazione a Erice
La sindaca Daniela Toscano ha emesso l’ordinanza. Alcune precisazioni sono poi state pubblicate sulla sua pagina social. «L’amministrazione comunale non ha mai sottovalutato il problema della manutenzione della rete fognaria e degli impianti collegati. Al contrario – sottolinea la prima cittadina – la manutenzione ordinaria viene effettuata con continuità, costanza e attenzione, attraverso controlli e interventi regolari sul territorio. Recentemente si è intervenuti, per esempio, in via Ciullo D’Alcamo e in via Madonna di Fatima».
«È inoltre importante chiarire un aspetto tecnico fondamentale. Come in tutte le città di mare – aggiunge la sindaca – il pennello ha la funzione di sversare a mare esclusivamente le acque meteoriche. Cioè quelle piovane raccolte attraverso le caditoie, poste sotto i marciapiedi. Le acque reflue provenienti dalle civili abitazioni, condomini e attività, invece, sono convogliate e trattate attraverso la rete fognaria fino al depuratore di Nubia. In sintesi – dice – a Erice il sistema tra rete acque nere e rete acque bianche non è misto, ma separato».
L’inciviltà come causa
«La causa delle ostruzioni è spesso riconducibile all’inciviltà – afferma la sindaca – di chi continua a utilizzare le fognature come se fossero discariche. In passato, all’interno delle condotte e delle pompe di sollevamento, sono stati rinvenuti stracci, tovaglie, salviette, corde, oggetti di ogni tipo, parti di un triciclo e, anche in questa occasione, pannolini, moci e perfino gusci di cozze. Materiali che – sottolinea la sindaca che ha pubblicato l’ordinanza per il divieto di balneazione a Erice – compromettono il corretto funzionamento degli impianti, bloccano le pompe e provocano conseguenze tecniche e ambientali gravi. Oltre che pesanti ricadute economiche sull’ente. Si tratta di una realtà purtroppo nota, più volte spiegata pubblicamente. Questo avrebbe dovuto dire chi sta cavalcando il problema».
Le reali concause
«Proprio per questo, vedere una foto scattata durante un sopralluogo istituzionale in cui, davanti a uno sversamento che rappresenta un problema serio per il territorio, per l’ambiente e per l’immagine della città. Si sorride con leggerezza, mentre si punta il dito contro l’amministrazione – aggiunge la sindaca – lascia amareggiati. Sarebbe stato certamente più utile, più corretto e più onesto nei confronti dei cittadini spiegare anche le reali concause di quanto accaduto. Che – sottolinea – sono state dibattute anche in Consiglio comunale. Ricordando il peso devastante dell’inciviltà di chi continua a gettare nelle fognature materiali impropri, contribuendo direttamente a provocare situazioni di emergenza come questa. La critica politica è legittima – dice ancora la prima cittadina – ma dovrebbe sempre essere accompagnata da senso di verità e responsabilità».
Pubblicata l’ordinanza di divieto di balneazione a Erice
«Siamo intervenuti immediatamente, facendo tutto ciò che era possibile nell’immediato e predisponendo senza ritardi ogni azione necessaria. Abbiamo attivato tutte le procedure previste – dice la sindaca – informando capitaneria di porto, Asp e Arpa. È stata inoltre già pubblicata l’ordinanza di divieto di balneazione, quale misura necessaria e responsabile a tutela della salute pubblica. L’intervento necessario per la risoluzione del problema è altamente tecnico e particolarmente complesso. Per essere chiari: non basta una normale ditta di autospurgo. Per questo motivo è stata già attivata un’azienda specializzata proveniente da Catania, che lunedì prossimo interverrà sulle pompe di sollevamento e sulle vasche con competenze specifiche per affrontare il problema in maniera strutturale», conclude.