L’uliveto tolto alla mafia e dedicato al giudice Livatino: «Olio da un progetto di inclusione sociale»

Un uliveto confiscato alla mafia a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, è stato assegnato a una cooperativa sociale e intitolato Rosario Livatino. Magistrato ucciso dalla criminalità organizzata e proclamato beato. «Il nostro obiettivo – spiega a MerioNews Diego Lo Porto, presidente della cooperativa Pimlico – è di renderlo produttivo attraverso un progetto di inclusione rivolto a giovani in situazioni di svantaggio». Per il sindaco della cittadina del Trapanese, Giuseppe Fausto, il terreno diventa così «un vero presidio di legalità che si coniuga con l’attenzione ai più deboli».

Il progetto nell’uliveto confiscato a Castellammare del Golfo

Si chiama Oil for job ed è pensato soprattutto per ragazzi tra i 18 e 29 anni che non studiano né lavorano (i cosiddetti Neet). Ma anche a giovani inseriti in circuiti penali, ospitati in comunità o coinvolti in percorsi di messa alla prova. «Nel corso dell’ultimo anno – spiega il presidente della cooperativa Pimlico – abbiamo preparato il terreno, raccolto le olive e iniziato la potatura». Adesso il terreno è pronto per accogliere il progetto di produzione dell’olio extravergine di oliva. «E sono pronte – sottolinea Lo Porto – anche le persone che ci lavoreranno». Stabilmente saranno in tre, al momento.

Chi renderà produttivo il terreno

«Ci sono due ragazzi di 28 anni, Gianluca e Daniele, che fanno parte della nostra cooperativa da tanti anni. Recuperati dalla dispersione scolastica, hanno preso il diploma di terza media a 16 anni e, dal 2022, lavorano con noi. Più di recente – aggiunge – abbiamo inserito nel progetto anche Biagio, un 49enne del centro di salute mentale che starà con noi, intanto, per un anno». Saranno soprattutto loro a rendere produttivo l’uliveto confiscato alla mafia a Castellammare del Golfo. Circa 5500 metri quadrati di terreno su cui insistono oltre cento alberi di ulivo. Ma non solo. Il progetto promuove anche il recupero degli antichi mestieri, come l’intreccio di fibre naturali e altre produzioni artigianali, all’interno di percorsi formativi basati sull’apprendimento pratico.

La dedica a Rosario Livatino

«La consegna di questo uliveto confiscato a Castellammare – afferma il primo cittadino Giuseppe Fausto – rappresenta un forte simbolo di riscatto. Ancora di più perché intitolato a Rosario Livatino». Primo magistrato martire, giovane giudice siciliano – originario di Canicattì, in provincia di Agrigento – ucciso dalla mafia. «È simbolo di integrità e giustizia, ma anche di coraggio e responsabilità civile. La sua testimonianza – conclude il sindaco – continua a essere un riferimento, un esempio di impegno e di coerenza morale».


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