Uno dei borghi siciliani più belli d’Italia. Con poco più di duemila abitanti e un grande spazio verde attorno. A quasi mille metri sul livello del mare, sui monti Nebrodi. È il Comune di Montalbano Elicona, nel Messinese, in cui ricade anche la pineta San Teodoro. Boschetto meno noto del circondario e, finora, abbandonato. Ma […]
Montalbano Elicona, il piano per la pineta San Teodoro: tra le querce fatate di Malabotta e il castello normanno
Uno dei borghi siciliani più belli d’Italia. Con poco più di duemila abitanti e un grande spazio verde attorno. A quasi mille metri sul livello del mare, sui monti Nebrodi. È il Comune di Montalbano Elicona, nel Messinese, in cui ricade anche la pineta San Teodoro. Boschetto meno noto del circondario e, finora, abbandonato. Ma di cui l’amministrazione guidata dal sindaco Antonino Todaro ha previsto la riqualificazione, attraverso un finanziamento regionale da quasi 50mila euro. «Un recupero ambientale e di valorizzazione paesaggistica», spiega il primo cittadino al nostro giornale. Che prevede non solo un intervento sugli alberi, ma anche i lavori necessari a permettere la fruizione dell’area. E il suo ingresso nella rete di siti escursionistici della zona.
Il progetto per il recupero della pineta San Teodoro
Il piano proposto riguarda un fondo rustico di poco più di un ettaro, di proprietà comunale e vicino al centro abitato. Coperto quasi del tutto da un bosco di conifere con pendenze tra il 30 e il 40 per cento. Da tempo, a causa dell’incuria, a rischio incendi, erosione e desertificazione. Oltre ai danni dell’inciviltà umana, che ha reso la zona una discarica abusiva, meta di abbandono dei rifiuti. Il progetto prevede la messa in sicurezza del bosco attraverso la ripulitura e diradamenti selettivi di circa 180 esemplari poco in salute. A fronte della messa a dimora di 100 nuove piante, tra latifoglie autoctone e conifere, per «migliorare e diversificare la struttura del bosco». Aumentando la biodiversità. Ed evitando che, come adesso, un’eccessiva densità (senza adeguate cure) porti a una mortalità elevata delle piante.
Gli interventi per la fruizione dell’area

Ma parte fondamentale del piano è anche l’apertura alla fruizione di cittadini ed escursionisti. Con la realizzazione di un sentiero in terra battuta largo un metro e mezzo e la sistemazione dei percorsi esistenti. Oltre alla creazione di arredi urbani: una staccionata in castagno a protezione di parte del sentiero e un’area picnic – con tavoli e panche in legno – per rendere lo spazio verde attrezzato. «È un piccolo progetto, che non resterà il solo – afferma a MeridioNews il sindaco Antonino Todaro -. Ma, rispetto ai piani con finanziamenti milionari, che spesso non vedono la luce, un intervento così mirato ci permette di fare presto. Contiamo di affidare a breve i lavori e aprire l’area ai visitatori in autunno».
La pineta nel circuito naturalistico dell’area
La pineta San Teodoro si trova a pochi passi dal castello di Montalbano Elicona, in cui si stratificano secoli di storia. Dalle basi romane alla ricostruzione normanna, voluta da Federico II di Svevia. Rendendolo un centro di interesse per i visitatori. I quali potranno utilizzare la nuova area verde attrezzata, che si inserisce nel percorso di avvicinamento al centro urbano, partendo dalla riserva naturale orientata bosco di Malabotta.
Dalle querce di Malabotta alle rocce dell’Argimusco
Luogo da cui passa il sentiero dei patriarchi: non uomini illustri, ma enormi querce secolari, con un diametro fino a due metri. Ma anche piante di sottobosco, tra cui distese primaverili di peonia selvatica. Con una vista panoramica che comprende la valle dell’Alcantara e l’Etna. E sempre a Montalbano Elicona – condiviso con i Comuni di Tripi e Roccella Valdemone – si trova l’Argimusco, altipiano noto per l’originale forma delle sue rocce. Scolpite dalla natura, secondo gli scienziati, ma che la tradizione vuole testimonianza dei popoli preistorici nella Stonehenge siciliana. Circondata da resti archeologici, punto di contatto tra mito e realtà.