Sono quattro i progetti cardine attorno al quale ruota la riqualificazione urbana, sociale ed economica dell’intera costa Sud di Palermo. Un sogno nel cassetto per cui è stato previsto un pacchetto di investimenti per oltre 100 milioni di euro. Eppure tutto è ancora fermo al palo a causa di problemi burocratici, giudiziari e riprogettazioni resosi […]
Costa Sud di Palermo
Costa Sud di Palermo, lavori fermi tra ricorsi e burocrazia
Sono quattro i progetti cardine attorno al quale ruota la riqualificazione urbana, sociale ed economica dell’intera costa Sud di Palermo. Un sogno nel cassetto per cui è stato previsto un pacchetto di investimenti per oltre 100 milioni di euro. Eppure tutto è ancora fermo al palo a causa di problemi burocratici, giudiziari e riprogettazioni resosi necessarie in corso d’opera.
Al palo i cantieri della Costa Sud di Palermo
«Ritardi, fondi del Pnrr persi e cantieri che, nei fatti, non partono mai – conferma a MeridioNews Concetta Amella, consigliera comunale del Movimento 5 stelle-. Dei tanti interventi annunciati non ne è partito neanche uno. Lo abbiamo verificato direttamente con i sopralluoghi effettuati insieme a Pasquale Tusa, che da anni segue con me la vicenda riqualificazione». Una conferma che arriva al nostro giornale anche dall’assessore all’Ambiente Pietro Alongi. L’esponente della giunta Lagalla tuttavia assicura che «due sono cantieri sono stati appaltati e partiranno a breve. Su un terzo è stata appena espletata la gara d’appalto e per il quarto aspettiamo il Paur (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, ndr)». Nello specifico si tratta dei lavori per il porticciolo della Bandita, del Parco a mare dello Sperone, del Parco Libero Grassi e della foce del fiume Oreto.
Parco Libero Grassi
I primi lavori di bonifica e ripristino ambientale, propedeutici alla realizzazione del parco Libero Grassi, sono stati consegnati il 28 marzo 2025, dopo anni di attesa. Secondo le previsioni, i lavori avrebbero dovuto concludersi entro 12 mesi, quindi aprile 2026. In realtà, il cantiere si è fermato quasi immediatamente dopo l’avvio, lasciando l’area in una situazione di totale stallo fino a dicembre, quando i lavori di bonifica sono stati nuovamente avviati. Soltanto a questo punto però il Comune si è reso conto che, prima di procedere ulteriormente, erano necessari degli «approfondimenti progettuali paesaggistici e di fruibilità del sito». Secondo il progetto approvato, che include la bonifica e la trasformazione del litorale, il costo di realizzazione ammonta a circa 11,5 milioni di euro.
«Con una determina del 3 febbraio 2026, firmata dall’assessore Alongi, l’amministrazione comunale ha deciso di affidare una consulenza a un gruppo di professionisti di elevata professionalità guidati da Alice Grassi, figlia di Libero – riferisce Concetta Amella -. Il costo della consulenza è pari a 90.000 euro + Iva, per un totale di circa 124.570 euro. Di fatto, si tratterebbe di una revisione del progetto di bonifica iniziale che, a distanza di oltre dieci anni, viene nuovamente rielaborato».
Porticciolo della Bandita
Il blocco dei lavori del porticciolo della Bandita non dipendono direttamente dal Comune di Palermo, ma da un ricorso presentato al Tar da parte di uno degli operatori economici che ha partecipato alla gara ed è stato escluso. Invitalia, incaricata di espletare i bandi, aveva completato il proprio iter burocratico lo scorso 17 giugno, trasmettendo subito al Comune la documentazione di gara, comprensiva dell’aggiudicazione. Tutto però è rimasto sospeso a causa del ricorso presentato dalla ditta esclusa, che è stato rigettato a metà maggio. Poco dopo, cioè il 20 giugno, la richiesta è stata però riproposta in secondo grado al Consiglio di giustizia amministrativa.
L’udienza sull’istanza cautelare è stata celebrata il 9 settembre, ma in camera di consiglio il ricorrente ha rinunciato. Fatto che ha reso possibile l’aggiudicazione definitiva della gara, una volta verificata la permanenza dei requisiti richiesti dal bando. Nonostante non sia stata concessa l’istanza cautelare e il Tribunale debba ancora pronunciarsi nel merito, il Comune ha deciso di procedere il 12 dicembre 2025 con l’avvio anticipato del contratto con la European Construction Company tramite l’affidamento dell’appalto in via d’urgenza. Azioni rese necessarie dalle scadenze ministeriali legate alla fonte di finanziamento. Il rilancio di quest’area della costa Sud costerà infatti complessivamente 16 milioni di euro. Di cui 13,7 milioni di euro fanno riferimento a fondi statali, mentre la quota restante risulta finanziata dalla Città Metropolitana di Palermo.
Parco a mare dello Sperone
L’intervento di rigenerazione urbana da cui nascerà il parco a mare dello Sperone prevede un investimento di 12,7 milioni di euro. Risorse recuperate in parte dai fondi Pnrr e il resto da capitoli di spesa della Città Metropolitana di Palermo. Ad aggiudicarsi la gara è stata la Nico Srl, mandataria incaricata dalla European Construction Company. La stessa società che ha ricevuto l’incarico di realizzare gli interventi sul porticciolo della Bandita. Ed anche qui il progetto è rimasto in stand by in attesa del pronunciamento del CgA che ha fatto slittare i tempi.
A novembre il Comune ha proceduto con l’avvio anticipato del contratto e l’affidamento dell’appalto in via d’urgenza. Con determina dirigenziale del 7 dicembre 2025 è stata riconosciuta l’aggiudicazione della progettazione esecutiva. Così come la realizzazione dei lavori relativi alla creazione del parco a mare. La riuscita di questa operazione dipende, però, in gran parte dal completamento del collettore fognario sud-occidentale e dalla realizzazione del raddoppio del depuratore di Acqua dei Corsari, che permetteranno all’acqua della zona di diventare nuovamente balneabile.
Foce del fiume Oreto
L’ultimo tassello fondamentale per il futuro della costa Sud di Palermo è rappresentato dalla creazione del parco urbano del fiume Oreto. Su questo progetto sono stati messi a disposizione 5 milioni di euro con la programmazione Po-Fesr 2014-20. Attualmente anche qui, però, è tutto fermo. «Siamo in attesa del rilascio del PAUR, quale presupposto per l’avvio dell’approvazione in consiglio comunale» precisa l’assessore Alongi.
Gli interventi prevedono la rimozione delle discariche, la messa in sicurezza delle aree più compromesse e una vera rigenerazione ambientale, con nuove piantumazioni e attività di rimboschimento. «Speriamo che questi cantieri partano a breve – auspica infine la consigliera Amella -. Perché in questo modo si rischia non solo di perdere risorse preziose, ma di continuare a tradire le aspettative di un territorio che da decenni aspetta riqualificazione, servizi e soprattutto rilancio sociale ed economico».