Marijuana e hashish nascoste tra bancali di frutta e verdura e, in seguito, occultati in sacchi di mangime per animali sigillati a caldo. È uno degli stratagemmi scoperti nell’inchiesta Barcellona Express/Farfalla, coordinata dalla procura di Catania con il supporto delle autorità spagnole. L’operazione ha portato all’esecuzione di 12 misure cautelari tra Italia e Spagna, colpendo […]
Foto di Guardia di finanza
Catania-Spagna, droga nascosta tra frutta e mangimi. Dodici misure cautelari
Marijuana e hashish nascoste tra bancali di frutta e verdura e, in seguito, occultati in sacchi di mangime per animali sigillati a caldo. È uno degli stratagemmi scoperti nell’inchiesta Barcellona Express/Farfalla, coordinata dalla procura di Catania con il supporto delle autorità spagnole. L’operazione ha portato all’esecuzione di 12 misure cautelari tra Italia e Spagna, colpendo un’organizzazione dedita al traffico internazionale di droga con epicentro nella provincia etnea.
I carichi sulla rotta Barcellona-Civitavecchia-Sicilia
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i carichi partivano da Barcellona via nave e raggiungevano il porto di Civitavecchia. Da lì la droga veniva caricata su tir diretti a Catania. In una fase successiva, il gruppo avrebbe modificato le modalità operative: le sostanze stupefacenti venivano inserite in grossi sacchi di mangime per animali domestici, richiusi con un sistema di apertura e saldatura a caldo, così da rendere più difficile l’individuazione durante eventuali controlli.
Gli investigatori ritengono che la banda abbia poi intensificato i traffici, sfruttando in modo sistematico le rotte marittime tra Spagna e Italia per garantire un flusso costante di stupefacente verso la Sicilia. L’indagine ha consentito di ricostruire la struttura del gruppo e i canali di approvvigionamento, delineando un sistema organizzato e stabile di importazione e distribuzione di droga.
Il vertice dell’organizzazione: un 47enne trasferitosi a Barcellona
Secondo la procura di Catania, al vertice dell’organizzazione ci sarebbe Alessandro Cammarata, 47enne catanese trasferitosi a Barcellona, che avrebbe gestito sia la produzione in proprio di marijuana che l’acquisto di droga da fornitori. Cammarata avrebbe anche organizzato i canali di vendita all’ingrosso e al dettaglio per il rifornimento della droga nelle piazze di spaccio della Sicilia orientale. Il 47enne è stato individuato e arrestato a Catania. Accanto a Cammarata emergerebbe la figura della compagna, Rosetta Scorza, di 44 anni: la donna si sarebbe occupata delle fasi preparatorie della spedizione e della lavorazione della droga. Scorza avrebbe anche gestito, secondo la procura di Catania, gli ambienti di coltivazione della marijuana. Entrambi sono accusati anche di riciclaggio di denaro.
Le indagini hanno portato a diversi interventi delle forze dell’ordine, si in Italia che in Spagna, con l’arresto in flagranza di 13 persone e il sequestro complessivo di oltre 900 chili di droga, tra hashish e marijuana, oltre che di una piantagione a Mascali e di due fucili e due pistole. Uno di questi blitz ha portato la polizia spagnola a sequestrare 179 chili di marijuana e 156 chili di hashish, mentre in Italia la guardia di finanza ha recuperato 150 chili di marijuana a bordo di una imbarcazione proveniente da Barcellona e diretta verso le coste siciliane. Appartiene alla stessa banda anche il carico di 273 chili di marijuana sequestrato dalle fiamme gialle al porto di Civitavecchia.