La carrozzina del mare per ridare libertà ai disabili: l’invenzione di un palermitano

Una carrozzina per il mare dedicata ai disabili, che consente loro non soltanto di poter bagnare i piedi sulla battigia o fare il bagno a riva, ma di prendere il largo anche in autonomia. È questa l’idea di Salvatore Lanzetta, sottoufficiale palermitano della Croce Rossa, oggi in pensione, che continua a osservare i problemi, immedesimarsi nelle persone e trovare soluzioni concrete.

Un’invenzione che nasce dall’esperienza sul campo

Il brevetto per la carrozzina del mare è arrivato nel 2014, inserito in un progetto più ampio, con l’obiettivo di permettere alle persone con disabilità di vivere il mare in modo dignitoso, sicuro e realmente inclusivo. «Io sono anche invalido sul lavoro – racconta Lanzetta -. Lavorando con la Croce Rossa e la Protezione Civile, spesso ho osservato che attività svolgono i disabili sulla spiaggia e devo dire che quello che ho visto non mi è piaciuto. In genere, posizionano i disabili sulle sedie di plastica che galleggiano, con cui possono bagnarsi i piedi e basta. Questo non è abbattere barriere».

Per anni Lanzetta ha lavorato nella protezione civile, maturando competenze e una sensibilità che oggi, a suo avviso, spesso mancano nel volontariato moderno. «Oggi molte associazioni gestiscono disabili e anziani, prendono fondi, ma non hanno idee. Non li fanno divertire, non li fanno vivere». Da qui l’intuizione: una carrozzina che non fosse solo un ausilio, ma un mezzo di libertà.

Come funziona la carrozzina del mare

La carrozzina ideata da Lanzetta è montata su strutture galleggianti inaffondabili progettate con sistemi di sicurezza multipli. Anche in caso di foratura, la struttura non affonderebbe, infatti servirebbero più danni simultanei perché ciò avvenga.

Il sedile è ribaltabile e reclinabile, trasformabile in lettiga, e con un pulsante può abbassarsi fino a toccare l’acqua, permettendo al disabile di entrare in mare in modo graduale. Con un semplice comando, il sedile si solleva nuovamente. Inoltre, la carrozzina è dotata di luci di navigazione e lampeggiante di emergenza, allarme di sicurezza, arco per segnalazione visiva, parasole e ruote per il trasporto sulla sabbia.

Esistono diverse versioni, motorizzate e non, e modelli studiati per coloro che possono utilizzarla in autonomia, ma c’è anche la versione per le persone senza arti superiori, che possono muoversi con l’assistenza di un accompagnatore posizionato posteriormente. «La persona non viene lasciata sola se serve – spiega Lanzetta – ma una volta sistemata sulla carrozzina può muoversi, galleggiare, prendere il sole, entrare e uscire dall’acqua. Può vivere il mare».

Dalla carrozzina alle piattaforme marine

Il progetto si inserisce in una visione ancora più ampia, cioè quella delle piattaforme marine multifunzionali, anch’esse brevettate. Strutture galleggianti inaffondabili, utilizzabili non solo per l’accesso al mare dei disabili, ma anche per il turismo accessibile, la sicurezza marina, le attività sanitarie e assistenziali ed infine per la pesca e il trasporto del pescato. Sulle piattaforme i disabili possono salire con la carrozzina, spostarsi, cambiarsi, prendere il sole, mangiare, essere seguiti da personale sanitario e assistenti sociali.

Nonostante il brevetto e l’interesse inizialmente ricevuto dal comune di Palermo e dalla Regione siciliana, il progetto della carrozzina del mare non è stata finanziato, per cui non è ancora entrata in produzione su larga scala. Lanzetta spera di realizzarla a Palermo, ma è pronto a farlo anche altrove. «Ho già ricevuto delle proposte da alcuni industriali, vedremo cosa si potrà fare – precisa ancora Lanzetta -. Non ci vuole una grande industria. Serve qualcuno che creda in questa idea. Io la guardo e mi rende felice».

Resta l’amarezza per le occasioni mancate, per i finanziamenti promessi e mai arrivati, per una politica che secondo Lanzetta «spesso parla di inclusione senza comprenderla davvero. Non voglio più sentire dire che le barriere sono state abbattute quando mettono una persona su una sedia di plastica. Il mare è libertà. E la libertà deve essere per tutti».


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