Un’altra vita è finita sul luogo di lavoro a Palermo, questa volta a cadere da un’impalcatura è stato il 40enne Alessio La Targia. L’incidente è avvenuto nella sede della ditta Puleo Group srl, di via Emiro Giafar, che vende biancheria, intimo e oggetti per la casa. La salma dell’operaio è stata sequestrata, perché la procura […]
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Operaio di 40 anni morto sul lavoro a Palermo: «È sempre la solita storia, non cambia nulla»
Un’altra vita è finita sul luogo di lavoro a Palermo, questa volta a cadere da un’impalcatura è stato il 40enne Alessio La Targia. L’incidente è avvenuto nella sede della ditta Puleo Group srl, di via Emiro Giafar, che vende biancheria, intimo e oggetti per la casa. La salma dell’operaio è stata sequestrata, perché la procura di Palermo ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni nell’istituto di Medicina legale.
Sul fronte della sicurezza sul lavoro la Sicilia nel 2025 ha conquistato la maglia nera con quasi cinquemila infortuni solo a Palermo, di cui 18 mortali. Il nuovo anno non inizia meglio con 8 morti sul lavoro registrati in Italia nel primi 15 giorni dell’anno. «È come sentire sempre la stessa storia – afferma Monica Garofalo, presidente dell’Associazione familiari delle vittime sul lavoro -. Si parla tanto di sicurezza, ispettori e norme, ma di fatto non cambia nulla. Da quando abbiamo fondato l’associazione, nel mese di agosto, non abbiamo visto nessun reale cambiamento in merito. E intanto gli operai continuano a morire come mosche».
Il coltello nella piaga
Alessio lascia la moglie e due bambini. «Ma non solo, perché chi muore lascia anche i genitori, i fratelli, gli zii. Si tratta di un nucleo familiare distrutto. Per me è come un coltello conficcato nella piaga che periodicamente viene girato» sottolinea ancora Monica Garofalo, che ha deciso di aprire l’associazione per le vittime sul lavoro dopo aver perso suo marito durante la costruzione della nuova sede Lidl di Palermo, in via Ugo La Malfa. «All’inizio per mesi non si sono alzata dal letto, poi l’ho fatto per i miei figli e ho pensato che fosse necessario aiutare chi si trova nella mia stessa situazione. Anche soltanto per effettuare tutte le operazioni burocratiche post mortem».
«Come può un giovane operaio di quarant’anni non tornare più a casa dal lavoro? Non possiamo accettarlo, siamo vicini alla famiglia e ai colleghi del lavoratore. A Palermo oggi piangiamo un’altra vittima. Siamo stanchi delle sole parole di solidarietà, chi ha le responsabilità deve agire subito, vogliamo i fatti sul fronte della prevenzione e dei controlli» affermano la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami, il segretario generale Filca Cisl Sicilia Paolo D’Anca e il segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese.