Forestali convocati per la prova d’idoneità, ma vengono lasciati fuori dai cancelli

Metà dei Forestali convocati a Collesano per sostenere le prove d’arte previste per il passaggio di qualifica sono stati lasciati fuori dai cancelli. Ciò perché l’avviso per la selezione utile all’individuazione di lavoratori da instradare nell’attività di antincendio boschivo ha subito delle modifiche in itinere da parte dell’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente. Un avviso pubblico che, peraltro, è stato emesso senza convocare i sindacati.

«Se ci avessero interpellati, magari alcune cose le avremmo potute evitare – chiarisce a MeridioNews Enza Pisa, segretaria generale della Flai Cgil -. Finalmente, l’assessorato ha individuato quali sono le figure che servirebbero per rendere le squadre antincendio più funzionali. Noi chiediamo da tempo che ciò venga fatto, perché ci sono un sacco di lavoratori che avrebbero avuto l’ambizione già in passato di transitare nell’antincendio. L’unico modo per entrare nel contingente è fare le prove d’arte».

Forestali lasciati fuori dai cancelli

All’avviso pubblico per le prove d’arte è seguita un’integrazione in cui l’assessorato al Territorio e all’Ambiente ha individuato le carenze che dovrebbero essere colmate. Poi ha stilato una lista dei convocati a partecipare alla selezione, cioè il 50% in più dei lavoratori rispetto a quelli previsti dall’avviso. «Hanno lasciato i miei colleghi fuori dai cancelli, in mezzo al nulla e senza servizi igienici disponibili, per tutta la mattinata» lamenta Totò Orlando, del gruppo spontaneo dei Forestali Uniti.

«In genere, si convoca qualche persona in più per avere un margine di scelta, perché sono delle prove abbastanza importanti a livello fisico. In questo caso, il giorno delle selezioni si sono presentate tutte le persone che erano state convocate e i dirigenti dell’assessorato hanno deciso di ammettere alle prove d’arte soltanto le persone che rientravano tra i parametri del primo avviso».

Sindacati esclusi dal confronto

Tra l’altro, non essendo stati convocati, i sindacati non sono riusciti ad entrare nel merito del livello di funzionalità che la Regione vuole raggiungere. Per rimpinguare veramente le fila del Corpo Forestale Siciliano servirebbe, però, una legge di riordino, che possa garantire maggiore stabilità occupazionale per i lavoratori, con l’aumento delle giornate lavorative, e la velocizzazione del turnover interno, che consentirebbe di coprire i posti di pensionati, deceduti e fuoriusciti in generale. «Noi abbiamo bisogno di un ricambio generazionale e che i Forestali anziani, prima di andare via, trasferiscano il know-how acquisito dai nostri giovani. Altrimenti questo patrimonio verrebbe disperso» sottolinea ancora Enza Pisa.

Necessario il ricambio generazionale

Quello del servizio antincendio boschivo è un mestiere pericoloso e faticoso, per cui è necessario che i Forestali siano fisicamente preparati e abbastanza giovani da potersi muovere agevolmente. Durante l’ultima stagione estiva, abbiamo visto che la Regione Siciliana ha provato a colmare le carenze dei Forestali con l’aiuto della Protezione Civile. Un metodo fortemente contestato da Flai Cgil.

«Sono due ambiti totalmente diversi: la Protezione Civile si può occupare delle sterpaglie che ci sono lungo i bordi delle strade, ma lo spegnimento attivo all’interno dei boschi può essere fatto soltanto dal Corpo Forestale. Inoltre, io non posso mandare dentro i boschi dei volontari che non hanno alcun inquadramento, senza tutela per infortuni e senza preparazione apposita. Quindi, è bene ci siano delle convenzioni tra loro, ma bisogna trovare un modo per infoltire il contingente dei Forestali».


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