Il nuovo porto di Favignana: riparte l’iter per i lavori, dopo 20 anni di attesa (e altri sette mesi)

«Un giorno storico per il nostro arcipelago, dopo oltre vent’anni». Così l’ex sindaco di Favignana, Francesco Forgione, definiva a gennaio di quest’anno la firma del contratto per il primo stralcio dei lavori di messa in sicurezza e ammodernamento del porto dell’isola principale delle Egadi. Un’infrastruttura necessaria anche per gestire l’importante flusso turistico di una delle mete siciliane preferita – e, in certi periodi, assaltata – dai visitatori, anche interni. Da quel «giorno storico», però, sono trascorsi sette mesi, una mozione di sfiducia al primo cittadino, un commissariamento e le nuove elezioni che hanno portato al ritorno di Giuseppe Pagoto. Alla cui prima sindacatura risalgono proprio il progetto definitivo e il finanziamento dell’opera. Un lungo periodo di ulteriore stop, che però potrebbe ormai essere agli sgoccioli: è di questi giorni, infatti, la ripresa dell’iter che dovrebbe portare a ripartire dopo l’estate.

Il progetto per il nuovo porto di Favignana

«L’intervento, finanziato dalla Regione Siciliana con un investimento di 26 milioni e 350mila euro, rappresenta una svolta epocale per il porto di Favignana», spiegava a gennaio il Comune in una nota, ricordando i principali interventi. Innanzitutto la costruzione di una nuova diga foranea, larga 21 metri e lunga 500, formata da due tronchi retti raccordati ad arco. Il primo, radicato alla terraferma e in cemento armato, verrà protetto con una barriera frangiflutti composta da forme geometriche (tetrapodi) e un muro di sponda lungo 20 metri, che delimiterà la diga dalla nuova darsena dedicata ai traghetti. Per poi procedere all’ammodernamento generale dell’area portuale. «Opere fondamentali per migliorare la protezione delle imbarcazioni e facilitare le attività anche in condizioni di maltempo – continuava il Comune – Per potenziare la capacità di accoglienza turistica e commerciale dell’isola». Ad aggiudicarsi i lavori, il consorzio InfraTech. Che, da progetto, dovrà svolgere l’approvvigionamento dei materiali necessari dal porto di Trapani. Insieme a diverse attività preparatorie che, quindi, si realizzeranno fuori da Favignana e dall’area marina protetta.

Quando la politica fa saltare le scadenze

Con un iter avviato nel 2013 e una gara partita nel 2019 – per essere poi aggiudicata quattro anni dopo -, il 2025 era un anno delicato per il progetto. Lo stesso in cui scadeva la valutazione di impatto ambientale del ministero dell’Ambiente, con autorizzazione ottenuta nel 2020 e della durata di 5 anni. «Se la proroga viene chiesta sei mesi prima della scadenza, il rinnovo è automatico – spiega a MeridioNews Lorenzo Ceraulo, ingegnere e assessore al Lavori pubblici di Favignana – Altrimenti è necessario avviare una procedura con il Genio civile, per il rilascio di un nuovo parere». Proprio quello che è successo per il porto di Favignana, con la scadenza saltata nel tumulto politico della prima metà anno: dalla sfiducia in consiglio comunale al sindaco Forgione, facendo decadere la sindacatura, all’elezione a maggio di Pagoto. In mezzo, una gestione commissariale che, da prassi, punta giusto a mandare avanti l’ordinario. La notizia di questi giorni, però, è che proprio a fine luglio la richiesta per la nuova autorizzazione è stata inviata. Dopo la redazione di una nuova relazione e un versamento economico necessario da parte del Comune. La risposta, al netto dei tipici ritardi dovuti alle chiusure agostane, è attesa in qualche settimana.

La nuova gara per le attività di monitoraggio

Ulteriore passaggio necessario prima di iniziare i lavori sono anche le attività di monitoraggio nel sito di costruzione, della durata di circa 4-6 mesi. Lavoro la cui gara, però, è andata deserta. Bloccando, di fatto, l’iter. «Anche a quello si è lavorato proprio in queste settimane – spiega Ceraulo – con il Genio civile che ha avviato una nuova gara». Con una determina pubblicata a fine luglio, l’ufficio di Trapani ha indetto una nuova procedura aperta per il monitoraggio ambientale delle componenti marine, atmosferiche e acustiche, previsto dal piano redatto dall’area marina protetta Isole Egadi e da Arpa Sicilia. Con un importo di base poco oltre i 420mila euro, il termine previsto per la ricezione delle offerte è indicato in «trenta giorni dalla data di trasmissione del bando di gara all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea». Per un’attività suddivisa in tre fasi, della durata totale di «60 mesi naturali e consecutivi». E una prima fase necessaria ad avviare i lavori, che però – in presenza della nuova autorizzazione ministeriale – potrebbero comunque fare dei passi avanti.

Le novità attese dopo l’estate

«Una volta rinnovata la valutazione ambientale, si potrà comunque procedere con le opere propedeutiche e quelle da svolgere fuori dal sito di costruzione da monitorare, per poi trasportarle successivamente – spiega l’assessore Ceraulo – Ma anche con alcune misure di compensazione previste dal contratto. Il nostro obiettivo è avviare i lavori e concluderli nel più breve tempo possibile». Senza, nel frattempo, restare con le mani in mano, definendo il nuovo Piano regolatore portuale, per gestire tutte le attività del porto di Favignana: dalla pesca al turismo, passando per il diporto. «Ho riscontrato disponibilità e impegno sia da parte dell’azienda, che attende da mesi, sia degli uffici, dalla dirigenza della Regione siciliana all’ingegnere capo e al rup del Genio civile di Trapani – conclude Ceraulo – Confidiamo in qualche novità concreta subito dopo l’estate». Ottimismo condiviso anche dal sindaco Giuseppe Pagoto, che aggiunge: «D’altronde ho scelto Lorenzo Ceraulo proprio per le sue competenze e la sua esperienza negli uffici del Genio civile per le opere marittime di varie regioni, tra cui la Sicilia – spiega – Insieme a lui, ho tutta l’intenzione di accelerare sia sul porto che sulle opere finanziate dal Pnrr. Due occasioni che non possiamo perdere o rimandare ancora».


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