Disabili, nominato il garante regionale  Protestano le associazioni: «Conflitto d’interesse»

Nel silenzio delle istituzioni e fra le reazioni di sdegno dell’associazionismo si è consumata la nomina del garante regionale delle persone con disabilità. Si tratta della dottoressa Giovanna Gambino, funzionario dell’Azienda sanitaria di Palermo. Un nuovo caso in Sicilia in cui controllore e controllato convergono, creando l’ennesimo conflitto di interesse. La figura del garante regionale è una nomina politica e chi prende l’incarico non percepisce nessun compenso aggiuntivo. È importante, inoltre, sottolineare i doveri che tale carica sottende: garantire e perseguire le finalità della dichiarazione Onu sui diritti delle persone con disabilità, comunicare all’Osservatorio nazionale le violazioni da parte delle amministrazioni pubbliche, intervenire nei confronti delle amministrazioni sia locali che regionali nei casi di disfunzione di servizi o non applicazione delle norme, costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico di chi non abbia ottemperato alle normative vigenti.

«Il nuovo garante è un dirigente medico, un dipendente dell’Asp, quindi dipendente pubblico – denuncia Maurizio Li Muli, consigliere della quinta circoscrizione e diversamente abile – mi domando come farà a rappresentare i disabili e dove troverà il tempo per cercare di risolvere i nostri problemi. L’assessore che lo ha nominato (Giuseppe Bruno, ormai ex assessore della Famiglia e delle Politiche sociali, ndr) non si è posto nemmeno il più semplice dei problemi: un dipendente pubblico, qualora fosse necessario, denuncerà le inadempienze degli stessi colleghi, se non addirittura di un direttore della stessa Azienda sanitaria provinciale? Sarà disposto a segnalare pubblicamente disservizi dell’amministrazione pubblica regionale o locale? Mi domando ancora – continua Li Muli – se questa nomina sia stata lungimirante».

Ancora una volta il mondo della disabilità viene svilito. Tale scelta è solo frutto di una visione politica errata

Prima della dottoressa Gambino il ruolo era stato ricoperto da Edoardo Barbarossa, espressione dell’associazionismo, una figura indipendente e che non aveva nessun legame con la pubblica amministrazione. L’incarico durò davvero molto poco, appena tre mesi. Era il mese di gennaio del 2013 quando venne destituito e per due anni il vuoto istituzionale. All’epoca i rappresentanti del Coordinamento H per i diritti delle persone con disabilità nella Regione Siciliana, della fondazione Odigitria e delle componenti siciliane di Cittadinanzattiva, Fli (Federazione logopedisti italiani), Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) e Aifi (Associazione italiana fisioterapisti) scrissero al presidente della Regione Rosario Crocetta una lettera accorata che non ricevette mai una risposta.

Lo stesso Barbarossa in quella occasione lanciò delle accuse molto chiare contro il governo regionale: «È evidente: ha dato fastidio la mia attività di lobbing parlamentare per avere norme di programmazione e di finanziamento delle politiche in favore della disabilita! L’aver denunciato che la spesa sociale è assolutamente insufficiente a garantire l’esigibilità dei diritti delle persone più fragili». Le lettere e le proteste non sortirono alcun risultato, dopo due anni di vuoto istituzionale è stata scelta Giovanna Gambino, una nomina che desta però critiche feroci: «La scelta di un dirigente sanitario resta incomprensibile – sottolinea Maurizio Li Muli – e ancora una volta il mondo della disabilità viene svilito. Tale scelta è solo frutto di una visione politica errata. Se non si supera tale visione – conclude il consigliere – difficilmente faremo passi avanti. Mi auguro di sbagliare e di poter vedere il nuovo garante dietro le barriere insieme a noi persone disabili, ma per esperienza so che questo sarà molto difficile».


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Si tratta della dottoressa Giovanna Gambino, funzionario dell'Asp di Palermo. Un nuovo caso in Sicilia in cui controllore e controllato convergono. «Ancora una volta il mondo della disabilità viene svilito - denuncia Maurizio Li Muli - Tale scelta è solo frutto di una visione politica errata»

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