Foto di Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche

Palermo, partito il razionamento dell’acqua e arriva pure un guasto alla conduttura a complicare le cose

Oggi e fino a domattina alle 8 tocca ai quartieri Arenella, Bocca di Falco-Pitrè alta, Bonagia, Falsomiele, Borgo Nuovo-Passo di Rigano e Calatafimi-Villa Tasca, domani si andrà dal Cep a Lanza di Scalea, passando per Cruillas e Giardini Ciaculli. Il razionamento dell’acqua a Palermo è ufficialmente iniziato. «Una sperimentazione», come dice il sindaco Roberto Lagalla, che questa volta ha anche il placet della cabina di regia della Regione, per evitare incidenti diplomatici come accaduto un paio di mesi fa, quando è stato annunciato e poi smentito il primo razionamento del capoluogo.

Con gli abitanti dei quartieri periferici di Palermo salgono a due milioni i siciliani costretti a dosare l’approvvigionamento idrico nelle proprie case in base al calendario. L’ennesimo capitolo di una emergenza idrica che sembra non voler finire. Dagli ultimi dati, pubblicati a metà settembre, gli invasi – unica fonte di approvvigionamento di Palermo – sono sotto capienza di oltre il 65 per cento rispetto all’anno prima. Una situazione che Amap sta provando a fronteggiare, ma che al momento sembra difficile da variare, se non appunto riducendo la quantità di acqua prelevata.

Una strategia necessaria e difficile, che arriva in uno dei momenti burocratici più difficili per la partecipata al 100 per cento dal Comune, con l’amministratore unico, Alessandro Di Martino che ha concluso il suo mandato e la governance che è stata affidata in via temporanea al collegio sindacale composto da Gabriella Ricotta, Luigi Passaglia e Maurizio Valerio. Per non parlare delle sfortunate coincidenze, come l’ennesimo guasto sulla rete idrica che collega la diga Rosamarina, una di quelle che forniscono acqua alla città.

Un problema al sistema di adduzione delle acque grezze, che sarà Amap stessa a dovere risolvere con l’aiuto di un’impresa esterna. Disagi che, come fanno sapere dall’azienda, dovrebbero protrarsi pre tre o quattro giorni, in cui si dovrà cercare di compensare con un aumento dei prelievi dall’invaso Scanzano, la riserva strategica della città. Problemi che si estenderanno anche – da domani al prossimo 10 ottobre – nei comuni di Bagheria, Santa Flavia, Ficarazzi e Villabate, anch’essi serviti da Rosamarina.


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