Crocetta ter: unica certezza sembra l’addio alla Scilabra

NON C’E’ NESSUN ACCORDO SULLE DELEGHE. AL DI LA’ DI VOCI CHE PARLANO DI INTESE. NON A CASO GIUSEPPE LUPO PRECISA: “INCONTRI ANCORA IN CORSO”

L’unica certezza, per quanto in politica sarebbe consigliabile usare sempre il condizionale,è che il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, si è convinto a dire addio all’assessore regionale alla Formazione, Nelli Scilabra. Così dice radio tam tam che trasmette in diretta da Palazzo d’Orléans dove è in corso una riunione di maggioranza.

Ma l’accordo complessivo, che porterà alla nascita del Crocetta ter, secondo quanto risulta a LinkSicilia, non c’è.

Se è vero, infatti, che il governatore avrebbe accettato di sacrificare la sua pupilla (e del senatore, Beppe Lumia), è altrettanto vero che non vuole  riunciare a quell’assessorato, dove transiteranno fiumi di risorse pubbliche. Vorrebbe, insomma, sostituire con un nuovo ‘pupo’ la ‘pupa’. Ma la regia sarebbe sempre sua e dei suoi sodali.

Nello stesso tempo, secondo quanto raccontano i bene informati, Crocetta vorrebbe mantenere in sua quota l’assessorato all’Energia, magari confermando Salvatore Calleri e lasciare l’Assessorato alle Attività produttive in mano agli intoccabili di Confindustria Sicilia.

Nella sostanza, dunque, cambierebbe ben poco. La stessa lobby politico-affaristica c’era prima e la stessa potrebbe esserci ora, con qualche nuovo nome. Il Presidente della Regione, quindi, prova a fare di nuovo il pienone, per lui e per i suoi sponsor.

Mentre,  ancora una volta, come era già successo con Luca Bianchi, sarebbe disposto a cedere  l’assessorato all’Economia, al Governo nazionale. Che così può continuare ad agire indisturbato, a perelevare risorse dal bilancio regionale e ad insabbiare i contenziosi della Sicilia con lo Stato (l’ultima rinuncia è costata circa 4 miliardi di euro).

I conti di Crocetta non possono però armonizzarsi con quelli del PD, che ha chiesto un rinnovamento profondo e che difficilmente gli lascerà in mano tutti gli assessorati che contano.

Insomma, fino a quando non ci sarà l’accordo sulle deleghe, la crisi resta in alto mare.Nonostante circolino già anche i numeri: 4 assessorati al PD,, due all’Udc, uno al Megafono, uno ad Articolo 4. Numeri che, senza il peso delle singole deleghe, dicono poco.

Non a caso, parlando con l’Agi, Giuseppe Lupo  frena gli entusiasmi: “Gli incontri sono ancora in corso e diverse cose devono essere ancora definite”, dice il presidente della direzione del PD siciliano.

Insomma, l’accordo, finora, resta solo nelle parole.

 

 


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