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Crisi idrica, via libera ai dissalatori in Sicilia. Schifani: «Obiettivo realizzarli entro l’estate 2025»

Al via l’utilizzo di dissalatori per far fronte all’emergenza siccità in Sicilia. Lo ha deciso la Cabina di regia per la crisi idrica presieduta dal vicepremier e ministro Matteo Salvini. Lo comunica il Mit in una nota. Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, la viceministra all’Ambiente Vannia Gava, il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo e il sottosegretario di Stato al Dipe Alessandro Morelli.

Nel corso dell’incontro si è deciso di «affidare pieni poteri al commissario straordinario nazionale per interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica, Nicola Dell’Acqua, per procedere all’acquisizione e all’installazione di Dissalatori e attuare le misure necessarie per fronteggiare l’emergenza», si legge nella nota. «Questo consentirà di dimezzare i tempi della procedura. Spesa prevista circa 100 milioni di euro finanziati con Fsc regionali, previo accordo Stato/Regioni». «Noi collaboreremo e vigileremo affinché i tempi vengano rispettati. Il nostro obiettivo è realizzarli entro l’estate dell’anno prossimo – ha commentato Schifani in un’intervista rilasciata a TGCOM24 – non intendo perdere questa scommessa. Mi auguro che la struttura del commissario sia efficiente. Noi ce la stiamo mettendo tutta».

Sulla questione è intervenuta anche l’opposizione. Critiche da parte del Movimento 5 stelle con in testa Cristina Ciminnisi, componente della commissione Ambiente e vicepresidente della commissione Ue di Palazzo dei Normanni. «Stiamo parlando – dice la deputata trapanese – di 100 milioni di euro di fondi di sviluppo e coesione 2021-2027 e, a fronte di un investimento così cospicuo, ci aspettiamo che il presidente venga a chiarire in commissione Ue qual è il progetto che sarà oggetto dello snellimento delle procedure e, soprattutto, quale sarà la reale portata di risorse idriche aggiuntive prodotta dai tre Dissalatori, quali saranno i costi di gestione, e quanto, la riattivazione di questi impianti, potrà realmente contribuire a soddisfare il fabbisogno idrico regionale. Altrimenti il rischio è che la montagna partorisca un topolino».


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