Sull’energia, in Sicilia, siamo peggio degli Indiani d’America

RISERVA INDIANA? PEGGIO, MOLTO PEGGIO: SIAMO UNA COLONIA ALLINEATA AI PAESI AFRICANI SFRUTTATI

di Nino Musca

La questione energetica in Sicilia è a dir poco grottesca. Come già illustrato dal sottoscritto al precedente Presidente Raffaele Lombardo siamo la regione ove si estrae oltre il 12% del petrolio italiano, si raffina petrolio per oltre il 40% del fabbisogno nazionale (con relativi “oneri” ambientali in termini anche di vite umane…), si accoglie oltre il 40% del gas che arriva in Italia (Mazara del Vallo e Gela)…

Eppure paghiamo i carburanti più cari dell’intera nazione e dobbiamo sopportare la tariffa di salvaguardia che supera di circa il 700% la media delle omologhe per le regioni settentrionali…

Abbiamo un potenziale di produzione ben superiore alla somma della quotaparte relativa al nostro massimo consumo e alla quotaparte dell’energia che possiamo esportare oltre la regione (siamo quindi abbondantemente autonomi)…

Eppure siamo stati gli ultimi ai quali fu riattivata la corrente elettrica, allorché una decina d’anni orsono il famoso albero tranciò la linea d’alta tensione ai confini perché le nostre centrali hanno dovuto pompare corrente verso il Settentrione (fatti di cui solo gli addetti ai lavori ebbero contezza) e, sono certo, saremo gli ultimi a usufruire del gas che arriva dall’Africa se malauguratamente i fatti in Ucraina dovessero indurre la Russia a chiudere i rubinetti (che per noi si chiama Tarvisio)…

Ciò nonostante dobbiamo ancora lasciare che vengano a trivellarci in cambio di ridicole royalty…

Non siamo più nemmeno indiani, carissimo Alfio, siamo allineati a quei poveri africani che vedono depredate loro ricchezze senza avere la minima possibilità di rivalsa, con l’aggravante che noi verremmo da una storia che ci ha regalato una cultura unica, saremmo la patria dello “Stupor Mundi”…


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