Primarie regionali PD: vince il ragazzo-deputato Raciti

ELETTO CON IL 61,3% IN SICILIA. A PALERMO-CITTA’ LUPO SFIORA IL 50%. IL PROFILO DEL NUOVO SEGRETARIO. IL CASO: RACCOGLIE SOLO IL 10% A CEFALU’

I risultati definitivi confermano una vittoria di Fausto Raciti per le elezioni regionali a segretario del Partito Democratico con il 61,3% dei voti. È dunque sconfitto il segretario uscente Giuseppe Lupo con il 33,3%, pur affermandosi nelle province di Ragusa (dov’è è nato Raciiti) e Messina.  Antonella Monastra si ferma al 5,4% con migliori risultati a Palermo e provincia. L’affluenza è scarsa in tutta la Sicilia con solo di 73.716 votanti (cioè meno di quelli delle primarie per scegliere nel 2012 il candidato a sindaco della sola Palermo): nelle precedenti primarie regionali fu di circa 130.000 elettori.

A Palermo-città Lupo si afferma sfiorando il 50% dei voti (49,9%) con 1669 su 3346. Raciti si piazza secondo, staccato, con il 35,1% (1175 voti) dovuto anche all’affermazione di Antonella Monastra con 502 voti (15%). Il candidato “di cartello” delle primarie PD per la segreteria regionale, Fausto Raciti, sostenuto dal PD regionale e da quello nazionale, delude quindi a Palermo-città, ma vince in molte zone della provincia, come a Marineo (roccaforte del parlamentare Franco Ribaudo), dove Raciti ottiene un vero e proprio plebiscito: oltre il 90%. In generale a Palermo la consultazione è stata “poco sentita”, come in tutta la Sicilia, con meno di 3500 vitanti in città (erano stati decine di migliaia in passate consultazioni interne alla sinistra).

Cefalù. Pessima la tornata elettorale per Raciti a Cefalù, dove  raccoglie solo 35 voti su 345, segnando probabilmente il minimo di voti in percentuale (10,1%) in tutta la provincia di Palermo. Giuseppe Lupo, evidentemente sostenuto dal sindaco Lapunzina e da gran parte del PD cefaludese, raccoglie 218 (63,2 %). Anche Antonella Monastra va bene nella città tirrenica cpn 92 voti (26,7%).

Profilo. Nato a Ragusa l’8 Marzo del 1984, ma cresciuto ad Acireale,  l’on. Fausto Raciti è considerato un uomo “di apparato”. Eletto segretario della Sinistra Giovanile di Acireale alla tenera età di 19 anni è segretario della Sinistra Giovanile nazionale fin dal 2007, quando aveva solo 23 anni. Non ancora trentenne rappresenta oggi un ricambio generazionale alla guida della sinistra in Sicilia, e si autodefinisce  “autonomo” e “non di apparato”, pur avendo costruito la propria carriera politica all’interno delle stanze di partito. “Giovane turco” e “bersaniano” fino all’anno scorso e oggi dato per “renziano” da alcuni, è stato eletto alla Camera dei Deputati nelle elezioni dello scorso anno e fa parte della Commissione Cultura.

La frase. Ecco la frase più “a effetto” lanciata su Twitter  durante la campagna elettorale che lo ha eletto segretari PD per la Sicilia: “Tranquillizzo Lupo: col piattino in mano non c’erano né gli operai né i sindaci. Col piattino in mano c’era lui”.


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