Elezioni del PD siciliano: perché Giuseppe Lupo e Antonella Monastra hanno già vinto

SULLA CARTA, CONSIDERATO CHE RACITI E’ APPOGGIATO DA ROMA E DA PALERMO, NON DOVREBBE PRENDERE MENO DEL 75-80 PER CENTO DEI VOTI. MA DI MEZZO C’E’ LA LIBERTA’ DEGLI ELETTORI. OGGI LA SICILIA HA UNA GRANDE POSSIBILITA’: QUELLA DI LIBERARSI, IN UN COLPO SOLO, DI LUMIA, CRACOLICI, CROCETTA, CARDINALE E CRISAFULLI. CORAGGIO ELETTORI DEL PD DELL’ISOLA: FATECI SOGNARE!

Oggi il popolo del PD siciliano è chiamato ad eleggere il nuovo segretario della Sicilia. Sulla carta non ci dovrebbe essere storia, perché Roma e Palermo – ma soprattutto Roma – hanno già deciso che il ‘designato’ è Fausto Raciti. La sua elezione, lo ripetiamo, dovrebbe essere ‘bulgara’, dal momento che è appoggiato dal nuovo Governo nazionale di Matteo Renzi, dal Governo regionale e dal 90 per cento dei ‘capi’ del Partito Democratico della Sicilia. (A sinistra, foto tratta da si24.it)

Eppure, a giudicare da quello che si intuisce, ‘qualcosa’, per i ‘capi’ romani e siciliani che hanno puntato su Raciti, non starebbe andando per il verso giusto. Ribadiamo: sulla carta questo signore ‘paracadutato’ in Sicilia dai soliti giochi romani del PD dovrebbe diventare segretario del Partito Democratico dell’Isola con almeno il 75 per cento dei voti. Però…

Però ci sono almeno un paio di però. Il primo però, grande come una casa, non è romano: è siciliano. Dietro la candidatura di Raciti – tra gli altri – ci sono due personaggi che hanno scritto, negli ultimi cinque anni, le pagine più buie del PD siciliano: Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia, i “Diouscuri” del Governo di Raffaele Lombardo. (a destra, foto tratta da belicenews.it)

Sono stati Cracolici e Lumia, tra il 2008 e il 2012, a volere l’alleanza tra PD e Governo Lombardo. Un’alleanza fortemente contestata dalla base del PD che – ricordiamolo – è molto migliore dell’attuale dirigenza di questo Partito in Sicilia.

Una base che, tra il 2010 e il 2012 ha provato in tutti i modi a chiedere uh referendum interno al PD sul Governo Lombardo. Per far decidere democraticamente al popolo del Partito Democratico se stare o meno con il Governo Lombardo.

Sappiamo com’è finita. In barba al nome che si è dato, il Partito Democratico siciliano non ha potuto celebrare il referendum. E il PD è rimasto al Governo con un Lombardo inquisito per mafia fino all’estate del 2012. Un Governo pessimo, che ha appannato la storia e l’immagine del PD siciliano. Un’esperienza che ha fatto perdere a questo Partito oltre 200 mila voti.

Oggi gli elettori siciliani del PD hanno una grande opportunità: assestare uno ‘schiaffo’ a questi due personaggi, dimostrando che il Partito Democratico siciliano è qualcosa di diverso e di migliore dei giochi di ‘Palazzo’ di Lumia e Cracolici. Chi, oggi, nel PD, non vuole più che questi due signori comandino e determino le sorti di questo Partito, beh, deve limitarsi a non votare il loro candidato. 

Raciti è anche il candidato del Governo regionale di Rosario Crocetta e del solito Lumia. Cioè del Governo che, con una Finanziaria sbagliata, ha lasciato mezza Sicilia con il culo a terra. L’occasione – per chi è stato penalizzato da Crocetta e dall’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi – per ricordare a questi due signori i danni che hanno prodotto. Andando a votare contro il loro candidato.

Anche la giovane Nelli Scilabra appoggia Raciti. Una bella occasione, per i dipendenti della Formazione professionale siciliana. Perché l’eventuale sconfitta di Raciti sarebbe anche la sconfitta della Formazione professionale gestita da Lumia, dall’assessore Scilabra e dalla dottoressa Anna Rosa Corsello.

Raciti è sempre il candidato del Megafono di Rosario Crocetta e del solito Lumia. Sono i signori che, alle ultime elezioni amministrative, hanno fatto perdere Sindaci, consiglieri comunali e voti al PD. Attenzione: la ‘bordelliata’ del Megafono non è finita: due giorni fa i dirigenti del Megafono di tutte le province siciliane hanno fatto sapere che l’idea di dare vita a una forza politica di centrosinistra alternativa al PD non è tramontata.

In altre parole, Lumia e Crocetta rimangono quei personaggi ambigui che sono sempre stati. Oggi sostengono Raciti per trasferire la propria ambiguità politica dentro la nuova segreteria regionale. L’occasione, per i tanti dirigenti, militanti e iscritti del PD siciliano per dire “Basta!” a questa ambiguità di Crocetta e Lumia ‘inchiummando’ il loro candidato.

Ma Raciti è anche il candidato della grande ‘paciata’ tra Mirello Crisafulli e Davide Faraone. Due personaggi che, in occasione dell’elezione di Matteo Renzi alla segreteria nazionale – ovvero poche settimana fa – stavano venendo alle mani. E che adesso si ritrovano uniti per spartirsi – insieme con Lumia e Crocetta, con Totò Cardinale e con Lillo Speziale, con Ciccio Riggio e con il solito Cracolici e via continuando – le poltrone della sanità, della Giunta regionale e del sottogoverno.

Che tristezza, ragazzi! Ma questa tristezza potrebbe trasformarsi in gioia. Con il voto di oggi gli elettori del PD siciliano possono mandare all’aria questa sorta di “Congresso di Vienna” dei vecchi ‘baroni’ del PD siciliano.

L’atmosfera sembra quella giusta. Il messaggio, da quel poco che si coglie, sembra passato. Già se Raciti dovesse vincere con il 60, o magari con il 55 per cento dei voti sarebbe una grande confitta: per lui e per tutto il ‘ciarpame’ politico che gli sta dietro.

Sotto questo profilo, i due candidato alternativi a Raciti e alla ‘banda’ di trasformisti che lo sostiene hanno già vinto. Perché accettare di candidarsi contro l’asse Roma-Sicilia è una manifestazione di grande coraggio. E la paura della democrazia – in queste ore sempre più palpabile palpabile – dei vecchi ‘capi’ del PD siciliano, è già una grande vittoria dei due candidati alternativi a Raciti, Giuseppe Lupo e Antonella Monastra.

Ma se Raciti dovesse scendere sotto il 50 per cento – e noi ce lo auguriamo – sarebbe la prima, vera grande sconfitta dell’eterno trasformismo della Sinistra siciliana: quel trasformismo-consociativismo che ha minato le basi del vecchio Pci, del Pds, dei Ds e, adesso, del PD. Gli elettori siciliani di questo Partito hanno oggi nelle mani uno strumento formidabile per sbarrare la strada ai vari Lumia, Cracolici, Crocetta, Crisafulli e Cardinale: il voto.

Ma ve l’immaginate che facce farebbero questi signori se Raciti scendesse sotto il 50 per cento? Significherebbe la loro grande, grandissima sconfitta. Coraggio, elettori del PD siciliano: avete tempo dalle otto di stamattina alle venti di stasera. Fateci sognare!


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