A Racalmuto, nel paese di Sciascia è diventato impossibile morire

L’EX SINDACO RACCONTA I RETROSCENA DEL CIMITERO. UNO SPACCATO CHE TOCCA DA VICINO LE GESTIONI COMMISSARIALI DEI COMUNI AMMINISTRATI DAI COMMISSARI MINISTERIALI

da Salvatore Petrotto
ex Sindaco di Racalmuto
riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il Fatto Quotidiano così titolava ieri un curioso servizio relativo alla gestione dei commissari inviati dal Ministero dell’Interno nel paese di Leonardo Sciascia: “Racalmuto, vietato morire. I cittadini pagano i loculi, ma i soldi sono spariti”.

Più di duecento Racalmutesi hanno aderito due anni fa al bando comunale per acquistare in anticipo il proprio spazio al camposanto, ormai pieno, e permetterne l’ampliamento. Ma i lavori non sono mai partiti. E del denaro, nei conti del Comune, non c’è più traccia.

Crediamo di dover, a tal proposito, spiegare alcuni passaggi che, probabilmente sfuggono al giornalista Giuseppe Pipitone che si è occupato di questo misfatto tinto di giallo che tanto sarebbe piaciuto anche allo scrittore de Il giorno della civetta.

Andiamo ad i fatti. E “Fatti i dovuti scongiuri, più di duecento racalmutesi decidono di mettere mano a portafogli e finanziare la costruzione delle nuove tombe. In Sicilia, si sa, persiste ancora una certa cultura che guarda con fascino e curiosità all’estremo saluto terreno: consapevoli che – come diceva Jacques Prevert – se la vita è una ciliegia, la morte è il suo nocciolo, ecco quindi che i concittadini di Sciascia raccolgono più dimezzo milione di euro per comprare in anticipo la loro porzione di camposanto. Soldi che, come prevedeva l’avviso pubblicato sul sito del comune di Racalmuto, vengono versati sul conto corrente della tesoreria comunale”..

Ma che sta succedendo, da quando l’allora ministro Anna Maria Cancellieri ha inviato i commissari governativi, per sostituire sindaco (il sottoscritto), giunta e consiglio comunale?

Perché a Racalmuto non è possibile morire e riposare in santa pace presso il locale cimitero, pur avendo pagato quanto richiesto dal Comune?

Si è dovuto assistere ad un’insolita sparizione, quella relativa ai soldi di chi a Racalmuto vuole essere ospitato, dopo la sua dipartita, nello stesso cimitero dove riposa lo scrittore Leonardo Sciascia e sua moglie.

Chissà perché, “nel bilancio del Comune non risulta alcun impegno di spesa per il cimitero: i soldi sono arrivati, ma non si capisce bene che fine abbiano fatto” racconta uno dei cittadini che ha partecipato all’avviso pubblico del comune di Racalmuto. “L’unico problema è che studiando i bilanci del comune quei soldi non ci sono – continua uno dei finanziatori del cimitero mai ampliato – la mia famiglia ha speso 6.500 euro e per capire che fine avessero fatto quei soldi ho anche spedito una richiesta di indennizzo, in cui chiedevo anche di poter accedere agli atti: ma non ho ricevuto mai alcuna risposta”.

I commissari ed i funzionari del comune si sono trincerati in uno stretto no-comment, salvo a tentare di scaricare, ovviamente, le loro responsabilità, su chi non c’entra!

Ma questo gioco dello scarica-barile, in Italia, lo sappiamo benissimo, non è una novità!

Ma adesso da ex sindaco, già abbondantemente dimessosi all’epoca in cui il Comune iniziò ad incamerare quei 500 mila euro, proverò a spiegare che fine hanno fatto quei soldi, inghiottiti nelle sabbie mobili dei tre bilanci, 2011, 2012 e 2013, approvati dai commissari inviati dalla Regione e dal Ministero dell’Interno.

Il Comune di Racalmuto, circa 10 anni fa, aveva regolarmente espropriato ed acquisito al proprio patrimonio i terreni per realizzare il nuovo cimitero, come previsto dal progetto approvato in Consiglio Comunale e munito di tutti i visti ed i pareri previsti dalle vigenti leggi ed approvato anche dai competenti organi regionali. Nel 2011 si è proceduto, anzi tardivamente, alla vendita dei lotti cimiteriali previsti in detto progetto, attraverso un bando, pubblicato un mese prima che io mi dimettessi da sindaco di Racalmuto.

Da allora ad oggi, nulla è stato fatto per realizzare la recinzione, i vialetti e gli impianti previsti e, soprattutto, nulla si è fatto riguardo all’assegnazione dei lotti comprati dai cittadini di Racalmuto.

Con i soldi versati dai Racalmutesi, e gli impiegati del comune di Racalmuto questo lo sanno, anziché assegnare i lotti e realizzare dette opere, si è preferito pagare gli stipendi degli stessi impiegati, e qualcos’altro, per sopperire alla crisi di liquidità dovuta ai tagli ai trasferimenti verso gli enti locali, da parte dei vari Governi nazionali e regionali.

E’ ovvio che ai cittadini di Racalmuto va data una risposta da parte di chi, da tre anni a questa parte, non ha fatto nulla per dare esecuzione a quanto previsto da un regolare ed assolutamente legittimo progetto di ampliamento cimiteriale, distraendo le somme incamerate per altri scopi.

Faccio presente che da quando è stato costruito il primo cimitero, quello monumentale, laddove è tra l’altro seppellito lo scrittore Leonardo Sciascia e sua moglie, sin dall’Ottocento cioè, nel bilancio del Comune di Racalmuto c’è una voce in entrata che riporta la dicitura: ” acquisto aree e loculi cimiteriali” ed un’altra voce in uscita che recita: ” funzionamento, manutenzione e realizzazione di nuove opere cimiteriali “.

I cittadini di Racalmuto hanno versato, correttamente, le loro somme, proprio nell’esatto capitolo in entrata del bilancio comunale, la cui istituzione, risalente come detto, all’Ottocento e la cui finalità, lo ribadisco, è quella di curare la manutenzione ed il funzionamento del cimitero comunale, nonché di realizzare nuove opere cimiteriali.

Ma i funzionari ed i Commissari inviati dalla Regione Siciliana e quelli inviati dal Ministero dell’Interno che da tre anni sostituiscono sindaco, giunta e consiglio comunale, hanno utilizzato i 500 mila euro versati dai cittadini di Racalmuto a partire da luglio 2011, e cioè un mese dopo che io mi sono dimesso da sindaco, per fare altre cose.

Credo che siano loro a dovere dare delle precise spiegazioni a quanti, da allora ad oggi, hanno aspettato, invano, l’assegnazione dei lotti comprati e la realizzazione di quanto previsto, attraverso le somme da loro versate.

Tale risposta va data esclusivamente dai commissari inviati dal Ministero dell’Interno nel 2012 ed a quello inviato dalla Regione Siciliana nel 2011 che, oltre che dai funzionari ed i tecnici che da oltre vent’anni, al comune di Racalmuto, hanno gestito e continuano a gestire questi ed altri procedimenti amministrativi.

Funzionari e tecnici riconfermati nei ruoli apicali da detti commissari, anche dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale per delle presunte infiltrazioni mafiose.

 


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