Ars sempre paralizzata, mentre Roma ripropone Luca Bianchi

IL GOVERNO NAZIONALE VUOLE SCIPPARE ALLA SICILIA DAL BILANCIO REGIONALE 2014 UN ALTRO MILIARDO DI EURO ‘MANSO’. E L’ASSESSORE ‘ROMANO’ E’ LA PERSONA GIUSTA PER GARANTIRE IL ‘PRELIEVO FORZOSO’ DALLE ‘CASSE’ DELLA REGIONE. APPROVATO DALLA COMMISSIONE BILANCIO UN DDL IN SOSTEGNO DELLA STAMPA

In un clima di totale confusione l’Ars continua ad essere paralizzata. Il Governo regionale di Rosario Crocetta continua a non avere una maggioranza in Aula. E la Sicilia continua a sprofondare.

I poteri forti romani hanno fatto sapere che l’assessore all’Economia, Luca Bianchi, deve restare in Sicilia. Perché deve continuare il ‘saccheggio’ dei fondi regionali. Sotto questo profilo, Roma, con Bianchi, trova il ‘muro basso’. Le imposte, in Sicilia, in barba allo Statuto siciliano, le riscuote l’Agenzia delle Entrate. Cioè lo Stato. Che si trattiene direttamente i nostri soldi.

Quest’anno Roma ha scippato al bilancio della Regione 914 milioni di euro. Per il 2014 lo Stato si aspetta dalla Sicilia un ‘regalo’ molto più sostanzioso. Anche perché c’è da pagare il Fiscal Compact, il demenziale e truffaldino trattato internazionale imposto dalle mafie finanziarie.

E’ in questo scenario che Sala d’Ercole dovrebbe iniziare a discutere prima le variazioni di bilancio e poi la manovra 2014. Delle variazioni c’è un mezzo disegno di legge. Della manovra 2014 non c’è traccia.

Del resto, l’assessore Bianchi si è ‘dimesso’. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e il suo alleato, il senatore Giuseppe Lumia, se ne vorrebbero sbarazzare. Ma, come già detto, Roma non vuole toccato l’assessore Bianchi, che ha dimostrato di essere molto ‘bravo’ a eseguire gli ordini ‘romani’.

Ovviamente, il governatore Crocetta e, in generale, un po’ tutta la politica siciliana non ne vorrebbero sapere di farsi scippare altri soldi da Roma. Ma ormai la ‘minestra’ è questa. E i vari Crocetta, Lumia, D’Alia, Leanza sanno che a dicembre dovranno scoprire le carte. Per dire ai siciliani che la Sicilia, sotto il profilo strettamente tecnico-finanziario, è con il ‘culo a terra’.

A dicembre ci sarà da ridere. tanto per cominciare, si scoprirà il gioco delle tre carte sui precari. Crocetta, Leanza e D’Alia blaterano di stabilizzazioni. In realtà, in ‘cassa’ non c’è un euro. Anzi, come già detto, si profila un altro, pesante scippo di soldi dalle ‘casse’ regionali da parte di Roma. Dove la politica – nazionale e regionale – intenda trovare i soldi pr i circa 80 mila precari siciliani nessuno lo sa.

Oggi, intanto, a Sala d’Ercole, dovrebbe iniziare il dibattito-sceneggiata sulle variazioni di bilancio. Non dovrebbe succedere nulla perché la situazione politica siciliana è ancora più confusa di quella finanziaria. La previsione è che anche questa settimana passi in cavalleria.

Crocetta, tanto per cambiare, dopo aver preso in giro mezza Sicilia, ha ripreso in giro il PD. Ha annunciato che si sarebbe iscritto al gruppo parlamentare all’Ars di questo Partito, guardandosi bene dal farlo.

Sembra che Lumia si sia recato a Roma per rassicurare che il Megafono è ‘cosa del PD’. Lumia e Crocetta avrebbero promesso al PD romano ‘immancabili destini’. A patto che rimangano con le mani libere. Tradotto: si vogliono tenere le poltrone del Governo (e del sottogoverno).

A quanto pare, anche se di malavoglia, i vertici del PD siciliano si sarebbero adeguati. Anche perché, da qualche giorno, lo scambio di ‘complimenti’ tra Crocetta e il segretario regionale di questo Partito, Giuseppe Lupo, è stato interrotto.

Insomma, tra PD e Crocetta la farsa continua. Una novità – che il nostro giornale segnala da tempo – è l’ ‘amore sbocciato’ tra il Governo Crocetta e i renziani.

L’unico dato positivo è che l’Ars si è finalmente sbarazzata del presidente della Prima Commissione legislativa, Marco Forzese, preso anche lui in giro dal presidente Crocetta che gli aveva promesso non si capisce bene che cosa.

Forzese, lo scorso agosto – forse irretito da un’atmosfera da tradisci tu che tradisco pure io – si è messo a giocare su due tavoli. Ai componenti della sua Commissione raccontava che voleva ‘impiombare le nomine del Governo all’Irsap. Sottobanco, si metteva invece d’accordo con il Governo per gabbare i deputati della sua Commissione.

Preso con le mani nel sacco e sputtanato, dopo due mesi di fantozziana ‘resistenza’, Forzese è stato sbattuto fuori dalla presidenza di questa Commissione. Epilogo inevitabile.

Per il resto, l’Ars registra la “soddisfazione” del vicepresidente vicario della commissione Bilancio,Vincenzo Vinciullo, che firma uno dei tre disegni di legge unificati e approvati dalla stessa Commissione con il quale si stanziano 400 mila euro a favore della stampa locale.

“Norme per la promozione e il sostegno alle imprese dell’informazione locale” è il titolo del progetto di legge che ora andrà in Aula “seguendo un iter che spero sia comunque accelerato – dice Vinciullo -. Poiché si tratta di norme essenziali per garantire quella pluralità dell’informazione di cui il territorio ha comunque bisogno e la stessa indipendenza delle testate”. Insomma, per garantire tutto quello che non ha garantito “Jack”, al secolo Faustino Giacchetto.

“L’obiettivo – aggiunge Vinciullo – è quello di rafforzare la presenza locale degli organi di informazione, di superare le obiettive difficoltà contingenti, di sostenere l’innovazione tecnologica e di prodotto del settore”.

“Fra gli obiettivi, ancora – conclude – quello di riqualificare e aggiornare la formazione del personale giornalistico e tecnico, accanto alla salvaguardia dei livelli occupazionali”.

 

 

 


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