Formazione: Crocetta accelera i pagamenti, ma gli uffici li rallentano

Nel pomeriggio di oggi, a Palermo, in scena l’ennesimo tavolo istituzionale per risolvere le ataviche criticità del settore della formazione professionale. Sarà la volta buona? Vedremo!

Intanto, partiamo dalle cose certe. I lavoratori sono esausti per via dei ritardi nei pagamenti delle retribuzioni. La Regione siciliana, la stessa che promette soluzioni immediate, non ha prodotto alcun atto giuridicamente vincolante per il settore. Gli Enti formativi, e quindi i lavoratori, attendono ancora il pagamento di alcune mensilità relative al 2012.

Le attività formative della prima annualità sono finite e l’amministrazione dovrebbe pagare gli stipendi da gennaio a giugno di quest’anno. Arretrato su arretrato. La questione non riguarda solamente l’attività formativa, per intenderci quella finanziata con le risorse comunitarie (Fondo sociale europeo) attraverso l’avviso 20/2011, ma anche gli sportelli multifunzionali finanziati con gli Avvisi pubblici 1 e 2. Ritardi non più accettabili, perché i lavoratori del settore sono ridotti alla fame a alla povertà.

Proprio nei giorni scorsi gli operatori della formazione professionale sono stati scossi da una tragedia che ha colpito uno di loro, che si è tolto la vita. Il Governo e il presidente della Regione, Rosario Crocetta, hanno il dovere di intervenire. Come stanno i fatti ad oggi?

Un solo mandato di pagamento è stato emesso dagli uffici della Ragioneria dell’assessorato all’Economia. Si tratta del pagamento di una trance di finanziamento che corrisponde al secondo acconto del 30 per cento a valere sull’Avviso 20/2011. Eppure siamo a luglio e solamente l’80 per cento circa dei titoli di spesa relativi al secondo 25 per cento del primo acconto sarebbero in pagamento.

Intanto le attività formative sono state ultimate. Un fallimento conclamato, quello che registriamo al primo luglio. I fatti continuano a smentire il Governo regionale e l’assessore alla Formazione professione, Nelli Scilabra. Soltanto il 7 giugno, in occasione della “storica” sottoscrizione dell’accordo trilaterale tra esecutivo, associazioni degli Enti formativi e organizzazioni sindacali, il presidente della Regione, Rosario Crocetta aveva rassicurato gli operatori circa l’accelerazione delle procedure di emissione dei titoli di spesa in favore di enti e lavoratori.

Decisione che avrebbe aperto le porte ai pagamenti di tutti gli stipendi arretrati maturati dai lavoratori per l’attività svolta nei percorsi formativi finanziati dall’Avviso 20/2011.

Crocetta aveva assicurato che la massa finanziaria sarebbe stata sbloccata entro il 30 giugno. Oggi, purtroppo, appuriamo, da indiscrezioni assunte, che solamente un mandato di pagamento è stato emesso a favore di un Ente formativo di Palermo. Un caso isolato che non pare essere seguito, nei prossimi giorni, dall’emissione di altri titoli di spesa. L’emergenza permane e non registriamo avvisaglie di cambiamento. Restano sul tavolo sempre le stesse criticità, prima fra tutte quella dello sblocco delle retribuzioni maturate dai lavoratori per l’effettiva attività prestata. Non è più pensabile che gli operatori della formazione professionale possano continuare “a campare” senza retribuzioni.

In alcuni Enti l’attesa ha superato i diciotto mesi. Uno scenario che evoca atteggiamenti in aperta violazione di norme e regole. Ma sopratutto in aperta violazione della norma “del buon senso”. Come è immaginabile restare inadempienti di fronte all’emergenza pagamenti. Il dipartimento regionale al ramo ha la responsabilità del funzionamento degli uffici. La Corte dei Conti ha più che bacchettato il Governo regionale nei giorni scorsi in sede di “parifica del Bilancio”. La vicenda è complessa e tocca pesantemente anche l’assessorato regionale per l’Istruzione e la Formazione professionale. Terra di nomine a gogò, di dirigenti generali esterni nominati a capo dell’amministrazione della formazione professionale e al vertice dell’autorità di gestione delle risorse del Fse.

Dirigenti generali ‘silurati’, ma che continuano a percepire le indennità. Dirigenti di servizio allontanati e mai sostituiti. A tutti questi sarebbero stati elargiti nel tempo i primi? È possibile – ci chiediamo – come mai? Hanno raggiunto gli obiettivi della spesa delle risorse comunitarie? La loro
azione è misurata con criteri oggettivi?

Poi vi è la grana dell’assistenza tecnica, contratti milionari che dovevano mettere al riparo l’amministrazione regionale da ritardi. Invece é accaduto il contrario. L’assistenza tecnica pare, sempre secondo le citate indiscrezioni, accelerare o rallentare le procedure a seconda se registra movimenti nei pagamenti dovuti secondo bando pubblico. La questione però, “gira e rigira”, finisce sempre per danneggiare gli operatori della formazione professionale. Il motivo é semplice, attraverso le piattaforme Caronte (Sportelli multifunzionali) e Faros (corsi di formazione – Avviso 20) gestite dall’assistenza tecnica, l’amministrazione regionale procede alla certificazione della spesa, propedeutica per l’emissione dei mandati di pagamento. Quando questo meccanismo si inceppa per via dei ritardi nei pagamenti da parte della Regione alle società vincitrici degli avvisi per le attività di consulenza e supporto (assistenza tecnica) a soffrirne sono i lavoratori degli enti formativi. Una sofferenza che ha superato ogni limite di sopportazione e che ha spinto a gesti estremi.

Non è più accettabile questo stato di cose. Il presidente Crocetta era stato chiaro con i suoi quanto ha precisato che entro il 30 giugno si sarebbe dovuto esitare tutto l’arretrato nei pagamenti. Questo non é avvenuto e di certo non per colpa del Governatore. L’assessore Scilabra e il dirigente generale al ramo, Anna Rosa Corsello, che cosa hanno fatto in questo lasso di tempo? Se il presidente Crocetta ha dichiarato al mondo intero che avrebbe disposto l’accelerazione dei pagamenti, sicuramente lo ha fatto.

Visti i risultati, però, una riflessione la riteniamo d’obbligo perché ad oggi non pare esistano atti giuridici vincolanti. Se si dovessero accertare incapacità gestionali a tutti i livelli politici e amministrativi, il presidente della Regione dovrebbe prenderne atto e agire conseguentemente. L’ennesima riunione, che si celebrerà nel pomeriggio, in un clima avvelenato da fatti di cronaca gravissimi e senza alcuna novità sui pagamenti, rischia di produrre lo stesso risultato delle precedenti edizioni: nulla. Significherebbe anche che il governo dei “sogni e dei rinvii” CSC (Crocetta, Scilabra, Corsello) celebrerebbe l’ennesimo risultato: decidere di non decidere

 


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