Avviso 20, sperequazioni nelle ore assegnate

di Giuseppe Messina

Sono oltre 400 gli esposti presentati contro il mega bando da 287 milioni di euro all’anno che per tre anni totalizza qualcosa come circa 900 milioni di euro da spendere in Sicilia nel settore della formazione professionale.

Sotto i riflettori, tanto per cambiare, ritorna l’Avviso 20, il bando della riforma del settore della formazione professionale che avrebbe dovuto riqualificare l’offerta formativa in Sicilia a vantaggio di giovani, adulti, disoccupati, inoccupati soggetti svantaggiati ed imprese e che, invece, si è rivelato un ottimo strumento selettivo. L’attenzione della Corte dei Conti, legittimata al controllo preventivo, apre il confronto a considerazioni che confermano il carattere esplosivo dell’Avviso 20.

Infatti, l’organo di giurisdizione contabile ha intanto prodotto una semplice presa d’atto della graduatoria trasmessa dall’assessorato regionale Istruzione e Formazione professionale, in chiara antitesi con i proclami dell’ormai ex assessore al ramo, Mario Centrrino. Ciò significa che nessun visto è stato apposto dai giudici contabili, destinatari, pare, di inspiegabili ed inaccettabili pressioni da parte del governo nazionale, sollecitato da Palermo.

La Corte dei Conti ha fatto sapere che procederà alla registrazione non già del decreto cumulativo, ma di singoli provvedimenti, cioè apporra’ il visto sulla regolarità di ogni progetto approvato a ciascun ente o società destinataria di un finanziamento attraverso l’Avviso 20. Per essere più precisi, il dipartimento regionale Formazione professionale, attraverso il supporto dei servizi competenti, dovrà emettere circa 600 decreti di finanziamento, i quali saranno sottoposti al preventivo controllo contabile. Un pasticcio. Altro che chiarezza e trasparenza!

Così stando le cose, difficilmente si partirà ad agosto, peraltro in piena estate, con ulteriori danni a lavoratori e allievi. Quanto tempo occorrerà per mettere in moto la ‘macchina’ della formazione professionale siciliana, questo non è dato sapere. Certo, l’avere previsto il dipartimento regionale Formazione come scadenza il 3 agosto per l’avvio dei corsi, appare come un ennesimo, pericoloso diktat nei riguardi della magistratura contabile.

Ma non è finita mica qui. Gli stessi magistrati potrebbero trovarsi di fronte ad un inestricabile reticolato di irrazionalità. Proviamo a tradurre in lingua comprensibile ciò che, artatamente, è stato, con ogni probabilita, predisposto da chi ha la responsabilità dell’infernale mega bando.

L’Avviso prevedeva la possibilità per gli enti cosiddetti “storici”, cioè operanti con un proprio pacchetto orario da oltre tre anni, di ottenere in sede di approvazione del progetto il 10% in più delle ore. Per esempio, se l’ente CAIO deteneva 10.000 ore, avrebbe potuto ottenere 1000 ore in più, totalizzando così, un pacchetto formativo di 11000 ore. Fin qui nulla di strano. La cosa, però, che inganna è l’emergere di perversioni matematiche. Proprio cosi, vi sarebbero Enti o Società, pare anche di nuova genesi, che sembra abbiano ottenuto il 20, 30 o 50 % di ore in più. Sarebbe utile che l’opinione pubbica ne potesse comprendere le ragioni, dato che l’Avviso questo non lo prevede.

Per finire, se così fosse, la Corte dei Conti avrebbe più di una gatta da pelare, vista la bordata di ricorsi depositati da almeno 400 soggetti. Sempre a detta di taluni, parrebbe profilarsi lo scenario secondo il quale chi è in regola avendo ottenuto fino al 10% in più di ore dovrebbe avviare con serenità le attività didattiche. Diversa dovrebbe essere la posizione di coloro che hanno ottenuto migliaia di ore in più, oltre il 10% previsto dall’Avviso.

E’ proprio vero che non c’è pace per la formazione professionale le cui responsabilità vanno divise equamente tra governo regionale – in uscita fortunatamente – Assemblea regionale siciliana, Associazioni datoriali di settore e organizzazioni sindacali.

Fa iniziare i corsi i primi di agosto, poi, è il massimo auspicabile come risultato di una riforma efficace ed efficiente, definita epocale. Ma di epocale pare non evincersi nulla, se non ritardi su ritardi e possibili cancrene operative. Farebbe bene il dirigente generale del comparto, Ludovico Albert, a licenziarsi senza attendere il nuovo governo regionale, almeno dimostrerebbe un minimo rispetto al popolo siciliano.

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