Il Cucchiaio nelle orecchie/ I gatti pedonali di Palermo

I gatti palermitani attraversano la strada solo sulle strisce pedonali. Non distinguendo l’orizzontalità dalla verticalità talvolta finiscono nel punto A di una striscia frenandosi appena in tempo e tornando civilmente indietro, cioè puntando un po’ sbandati il punto B. In questo preciso momento vengono attraversati a loro volta dagli pneumatici di piloti poco esperti e stirati come cartoni un po’ sul bianco un po’ sul nero, riverniciando i passaggi secondo una qual naturale nozione di volontariato e in forza del fatto che i nostri gatti sono perloppiù bianchi o neri o chiazzati bianconero. Basterebbe probabilmente invertire la direzione delle strisce, nel senso viario, perché un minor numero di gatti attraversasse la strada, senza perdere la testa e tutto il resto, raggiungendo più tranquillamente le altre sponde dei marciapiedi, e perché un maggior numero di pedoni, nomìne proprio, fosse arrotato e consegnato alla città per arredo urbano. Notoriamente a Palermo le strisce pedonali tendono a scolorizzarsi, ma questo non è attribuibile a una ridotta moria di gatti ma alla crescita e all’espansione dei supermarket per gatti, veri e propri megacentri commerciali sorti quasi dal nulla e che occupano per intero marciapiedi e automobili riducendo quella che i piloti esperti definiscono spazio d’ingombro: ciò che consente con un semplice saltello di passare da un lato all’altro e non essere investiti. Da questa proliferante catena di ristoratori pubblici, non di rado è dato scorgere e saltare da uno scomparto all’altro gatti fulvi, una nuova razza di mutanti.

Foto cucchiaio tratta da gustoblog.it


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I gatti palermitani attraversano la strada solo sulle strisce pedonali. Non distinguendo l’orizzontalità dalla verticalità talvolta finiscono nel punto a di una striscia frenandosi appena in tempo e tornando civilmente indietro, cioè puntando un po’ sbandati il punto b. In questo preciso momento vengono attraversati a loro volta dagli pneumatici di piloti poco esperti e stirati come cartoni un po’ sul bianco un po’ sul nero, riverniciando i passaggi secondo una qual naturale nozione di volontariato e in forza del fatto che i nostri gatti sono perloppiù bianchi o neri o chiazzati bianconero. Basterebbe probabilmente invertire la direzione delle strisce, nel senso viario, perché un minor numero di gatti attraversasse la strada, senza perdere la testa e tutto il resto, raggiungendo più tranquillamente le altre sponde dei marciapiedi, e perché un maggior numero di pedoni, nomìne proprio, fosse arrotato e consegnato alla città per arredo urbano. Notoriamente a palermo le strisce pedonali tendono a scolorizzarsi, ma questo non è attribuibile a una ridotta moria di gatti ma alla crescita e all’espansione dei supermarket per gatti, veri e propri megacentri commerciali sorti quasi dal nulla e che occupano per intero marciapiedi e automobili riducendo quella che i piloti esperti definiscono spazio d’ingombro: ciò che consente con un semplice saltello di passare da un lato all’altro e non essere investiti. Da questa proliferante catena di ristoratori pubblici, non di rado è dato scorgere e saltare da uno scomparto all’altro gatti fulvi, una nuova razza di mutanti.

I gatti palermitani attraversano la strada solo sulle strisce pedonali. Non distinguendo l’orizzontalità dalla verticalità talvolta finiscono nel punto a di una striscia frenandosi appena in tempo e tornando civilmente indietro, cioè puntando un po’ sbandati il punto b. In questo preciso momento vengono attraversati a loro volta dagli pneumatici di piloti poco esperti e stirati come cartoni un po’ sul bianco un po’ sul nero, riverniciando i passaggi secondo una qual naturale nozione di volontariato e in forza del fatto che i nostri gatti sono perloppiù bianchi o neri o chiazzati bianconero. Basterebbe probabilmente invertire la direzione delle strisce, nel senso viario, perché un minor numero di gatti attraversasse la strada, senza perdere la testa e tutto il resto, raggiungendo più tranquillamente le altre sponde dei marciapiedi, e perché un maggior numero di pedoni, nomìne proprio, fosse arrotato e consegnato alla città per arredo urbano. Notoriamente a palermo le strisce pedonali tendono a scolorizzarsi, ma questo non è attribuibile a una ridotta moria di gatti ma alla crescita e all’espansione dei supermarket per gatti, veri e propri megacentri commerciali sorti quasi dal nulla e che occupano per intero marciapiedi e automobili riducendo quella che i piloti esperti definiscono spazio d’ingombro: ciò che consente con un semplice saltello di passare da un lato all’altro e non essere investiti. Da questa proliferante catena di ristoratori pubblici, non di rado è dato scorgere e saltare da uno scomparto all’altro gatti fulvi, una nuova razza di mutanti.

I gatti palermitani attraversano la strada solo sulle strisce pedonali. Non distinguendo l’orizzontalità dalla verticalità talvolta finiscono nel punto a di una striscia frenandosi appena in tempo e tornando civilmente indietro, cioè puntando un po’ sbandati il punto b. In questo preciso momento vengono attraversati a loro volta dagli pneumatici di piloti poco esperti e stirati come cartoni un po’ sul bianco un po’ sul nero, riverniciando i passaggi secondo una qual naturale nozione di volontariato e in forza del fatto che i nostri gatti sono perloppiù bianchi o neri o chiazzati bianconero. Basterebbe probabilmente invertire la direzione delle strisce, nel senso viario, perché un minor numero di gatti attraversasse la strada, senza perdere la testa e tutto il resto, raggiungendo più tranquillamente le altre sponde dei marciapiedi, e perché un maggior numero di pedoni, nomìne proprio, fosse arrotato e consegnato alla città per arredo urbano. Notoriamente a palermo le strisce pedonali tendono a scolorizzarsi, ma questo non è attribuibile a una ridotta moria di gatti ma alla crescita e all’espansione dei supermarket per gatti, veri e propri megacentri commerciali sorti quasi dal nulla e che occupano per intero marciapiedi e automobili riducendo quella che i piloti esperti definiscono spazio d’ingombro: ciò che consente con un semplice saltello di passare da un lato all’altro e non essere investiti. Da questa proliferante catena di ristoratori pubblici, non di rado è dato scorgere e saltare da uno scomparto all’altro gatti fulvi, una nuova razza di mutanti.

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