25 aprile, la Liberazione tra passato e presente Attivisti: «Giornata dedicata ai nuovi partigiani»

Se è vero che la resistenza è ogni giorno, è anche vero che il 25 aprile è necessario guardare al passato per non commettere gli stessi errori. Ma anche guardare al presente e al futuro, aprendo gli occhi sulla realtà che ci circonda. «Il nostro 25 aprile, quest’anno, si basa su due punti focali – spiegano gli attivisti dell’associazione culturale Gammazita – da una parte abbiamo scelto di onorare la vecchia resistenza con l’appuntamento del 24 aprile alle 21 in piazza dei libri (piazza Federico di Svevia), dove trasmetteremo per la prima volta a Catania il docu-film di Enzo Rizzo e Anpi Catania Comandante Barbato – Un partigiano della Sicilia, che attraverso il partigiano nisseno Pompeo Colajanni racconta le vicende del 900 con l’obiettivo di rafforzare, attraverso la storia, i valori su cui è stata fondata la nostra Repubblica e che oggi vengono messi continuamente in discussione con azioni, idee, false notizie e a volte anche leggi, dal nostro governo e a livello mondiale».

Ma, d’altra parte, l’aspetto più interessante, per i volontari, è l’assenza di un programma della manifestazione. E questo per due motivi. «Vorremmo che l’unica ragione per cui si rimane in piazza giovedì 25 aprile dopo il corteo cittadino con ANPI Catania (partenza alle 10 da piazza Stesicoro e arrivo in piazza Machiavelli) fosse la consapevolezza che è fondamentale celebrare questa festa e rinnovare l’antifascismo ogni giorno della nostra vita, a maggior ragione nel giorno della Liberazione. Ma desideriamo anche dedicare la nostra giornata ai nuovi partigiani, prima di tutti i ragazzi e le ragazze che operano in mare e in terra per il soccorso dei migranti, perché non vogliamo più stare a guardare».

Una scelta che gli attivisti hanno preso all’inizio del 2019, iniziando un percorso a fianco di Mediterranea Saving Humans sostenendo la campagna a difesa della Sea-Watch, partecipando al Carnevale Sociale Siamo tutti sulla stessa barca di CircuSea e incontrando Zilan, rappresentante europea delle donne combattenti del Kurdistan siriano. «Ci schieriamo al fianco di tutti i partigiani e le partigiane di oggi che, come quelli di ieri, sono resistenza in lotta per la loro e la nostra libertà, sono antifascisti e agiscono in nome dell’uguaglianza di tutti gli uomini e le donne». Per questo gran parte dei ricavati della festa libera e resistente – che prevede laboratori tematici per bambini, pranzo all’aperto, performance teatrali e musica dal vivo – andranno proprio a questa realtà, fatta di uomini e donne che hanno scelto di lasciare la tranquillità delle proprie vite per mettersi al servizio dell’umanità e denunciare le violazioni dei diritti nel Mediterraneo.

Anche gli artisti che al tramonto si esibiranno sul palco di fronte al Castello Ursino hanno scelto di partecipare a sostegno di Mediterranea, schierandosi con Gammazita a fianco dei nuovi partigiani. Ci saranno i catanesi Danny D and The Hot Billies, i calatini Pupi di Surfaro, i ragusani Baciamolemani, i Lautari. Grandi nomi della musica che, tuttavia, non devono rappresentare il motivo principale della partecipazione a questa giornata. Perché, ribadiscono gli attivisti, «si partecipa e si sta insieme in piazza, il 25 aprile, perché oggi c’è veramente bisogno di ricordarci che siamo tutti uguali e che questa società deve essere più giusta e più equa. E perché dobbiamo onorare la memoria di chi ha dato la vita per regalarci valori quali la libertà, la solidarietà, il riconoscimento del diritto alla diversità e all’uguaglianza, la democrazia, la pace, rispettando ogni giorno i dettami che hanno fondato la nostra Repubblica e la nostra democrazia e rinnovando il nostro impegno contro ogni forma di fascismo, mafia, discriminazione e dittatura». 


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