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Regione, Gaetano Armao parla da vicepresidente
«Colloqui con i vertici del Partito nazionale basco»

Loredana Passarello

Politica – Designato prima delle elezioni come futuro assessore all'Economia, il leader dei Siciliani Indignati ha indetto oggi una conferenza stampa. Riferimenti a Baccei - come può prevedere aumenti degli stipendi se le entrate sono minori?» - e all'esigenza di tornare valorizzare lo Statuto siciliano. «A Bilbao trattengono il 94% delle imposte»

Uno scenario a dir poco misterioso e su cui occorre con urgenza «un’operazione verità». È quanto bisognerebbe fare nei confronti dei conti pubblici regionali secondo Gaetano Armao, vice presidente designato con delega all’Economia della giunta Musumeci, che stamattina ha parlato con i giornalisti della situazione finanziaria poco chiara lasciata dalla precedente amministrazione e di una mortificazione dello Statuto siciliano. «Serve un’operazione verità sul bilancio e sulla programmazione lasciata da Crocetta e Baccei - ha dichiarato Armao -. Mi auguro che Baccei in particolare non si tiri indietro rispetto a un ufficiale passaggio di consegne, utile per capire alcune questioni centrali». 

Passaggi che Armao non tralascia di criticare duramente anche nel merito. «È possibile che un bilancio con minori entrate possa prevedere una riduzione fiscale e incrementi stipendiali?», ha domandato. Il leader dei Siciliani Indignati ha sottolineato anche il contributo dell’un per cento - circa 20mila voti - dato al successo di Musumeci, e annunciato che il primo obiettivo dell’azione di governo, in termini finanziari, sarà quello di «rinegoziare i patti scellerati» adottati dalla passata giunta con il governo centrale. «Hanno svenduto l’autonomia della Sicilia in tutti i modi - ha attaccato Armao -. Mi vengano a spiegare perché la Sicilia versa un contributo alla finanza pubblica di oltre tre miliardi, come la Regione Lombardia che ha il triplo del Pil e il doppio della popolazione e che corrisponde a quattro volte quello delle regioni a statuto ordinario. Siamo sottoposti  a un salasso che non ha eguali in Italia», ha detto, lanciando strali verso quello che ha già in passato definito più volte accordo-bufala, ovvero la rinuncia ai contenziosi con lo Stato che lo stesso Armao aveva avviato quando era assessore del governo Lombardo. 

Armao ha fatto riferimento anche a un depotenziamento dello Statuto siciliano, che il nuovo assessore autonomista conta invece di rivitalizzare nel più breve tempo possibile. «Mi sono sentito con i vertici del partito nazionale basco - ha detto Armao, che all’inizio della sua esperienza politica aveva intrapreso un percorso indipendentista per poi passare ad una linea più moderata in vista di intese con il centrodestra - dove viene versato allo Stato solo il sei per cento di tutte le imposte che si raccolgono». Armao si è presentato in conferenza stampa con lo Statuto siciliano che scherzosamente ha innalzato prestandosi ad alcuni scatti dei fotografi. Ha poi puntato l'attenzione sulla vicenda catalana: «Tenete presente che la questione sorge perché la comunità autonoma ha richiesto le medesime prerogative dei baschi che non gli vengono concesse. Noi dobbiamo - ha concluso Armao - rinegoziare il rispetto dello Statuto».