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Foto di: CuffaroBurundi su Instagram

Regionali, cuffariani pronti a dare sostegno a Micari
«Musumeci è di destra, meglio il Pd democristiano»

Simone Olivelli

Politica – Ufficialmente l'ex presidente della Regione non fa più politica, ma le indiscrezioni lo vedono impegnato a spostare i consensi verso il centrosinistra. Complice la candidatura non gradita del leader di Diventerà bellissima. Ad arrivare all'Ars potrebbe essere il fratello: «Noi siamo moderati e il centrodestra non esiste più»

«Posso farle una domanda? Secondo lei Renzi è di centro o di sinistra?». Si smarca Silvio Cuffaro quando gli viene chiesto della possibile candidatura alle regionali nelle liste della coalizione del centrosinistra, forse in quella lista dei territori da mesi sponsorizzata dal primo cittadino di Palermo Leoluca Orlando. Sindaco di Raffadali e fratello di Totò - l'ex presidente della Regione che ha scontato una pena a sette anni per il reato di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra - Cuffaro potrebbe rappresentare la conferma di quella che da giorni sembra più di un'indiscrezione: il mancato sostegno dei cuffariani a Nello Musumeci e, di conseguenza, la presa di distanza da Saverio Romano, il deputato che finora è stato maggiormente legato all'ex governatore.

Romano ha infatti annunciato di sposare la proposta del centrodestra, che dopo le tante frizioni interne ha ufficializzato la candidatura del leader di Diventerà bellissima. E per molti starebbe proprio nel nome di Musumeci, la decisione del più illustre dei fratelli Cuffaro di spingere i propri uomini verso il centrosinistra. Ricostruzione che Silvio Cuffaro non conferma, spostando la riflessione dai rapporti personali allo scenario politico. «A me sembra che la sinistra se ne sia andata tutta con Fava, chi è rimasto faceva un tempo politica con la Democrazia cristiana, eccetto Faraone che era troppo giovane - commenta Cuffaro -. Oggi, d'altronde, i moderati sono in quella coalizione, perché Nello Musumeci e Salvini non mi pare possano essere definiti moderati».

Sulla scelta di Romano, il sindaco di Raffadali è schietto. «A lui piace saltellare da una parte all'altra - sottolinea -. Fino a ieri è stato con il governo Renzi, adesso torna nel centrodestra. Noi, invece, preferiamo sposare progetti». E questi come detto, per chi si considera uomo di centro, non sembrerebbero potere avere luce con Musumeci. «Questo spostamento a destra della coalizione ha significato la fine del centrodestra, perché credo che con Musumeci anche Silvio Berlusconi avrà difficoltà a mantenere la leadership in Sicilia». Parlare di rottura con Romano però è troppo. «Non so se hanno rotto, non mi risulta. Credo che l'amicizia e i rapporti con mio fratello siano saldi. Una cosa è la politica, un'altra l'amicizia».

Ma cosa ne pensa Totò di queste elezioni? «Lui non fa più politica, lo ha promesso e lo sta mantenendo», risponde il fratello. Che così smentisce le voci delle numerose visite che, in queste settimane, l'ex presidente della Regione starebbe ricevendo da parte di chi è in cerca di consigli o benedizioni pre-elettorali. «Totò - assicura - è tornato ieri da Linosa, prima era stato a vendemmiare e prima ancora a Raffadali. Dicono di vederlo dappertutto, ma quello non fa niente», assicura. 

L'imminente campagna elettorale del centrosinistra potrebbe fare ritrovare fianco a fianco persone che soltanto fino a pochi mesi fa sono stati distanti e rivali. Uno di questi casi è rappresentato dalle polemiche tra Totò Cuffaro e Leoluca Orlando. «Mio fratello si era solo permesso di dare un consiglio a Ferrandelli per l'alleanza con Forza Italia», smorza il sindaco di Raffadali. 

Facendo riferimento alla decisione del fondatore del movimento I Coraggiosi che la scorsa primavera, dopo avere rotto con il Partito democratico, ha corso per la fascia tricolore a Palermo con il sostegno del partito Berlusconi. Lo stesso Ferrandelli, ieri, ha deciso di tornare tra i vecchi compagni, annunciando il sostegno al candidato di centrosinistra Fabrizio Micari. «Stupito? Ferrandeli è un uomo che poteva sposare solo un'area moderata, non di certo il populismo di destra», conclude il più piccolo dei fratelli Cuffaro. Che pur non essendo ufficialmente ancora in campo, potrebbe riportare la famiglia nel cuore della politica regionale, nove anni dopo la clamorosa uscita di Totò.