Chiudi ✖
15

Foto di: Miriam Di Peri

Riscossione, caos durante audizione Fiumefreddo all'Ars
Deputato: «Se continua così noi soldi non gliene diamo»

Miriam Di Peri

Politica – Ad accendere la miccia è stato l'intervento di Totò Lentini, che ha ricordato che il presidente della partecipata «dovrà recarsi in tribunale per un'imputazione coatta». L'avvocato ha ribattuto: «Queste parole hanno un profilo estorsivo». Il presidente Vinciullo ha sospeso la seduta, chiedendo agli uscieri di accompagnarlo fuori

«Sono stato costretto a fare allontanare l’avvocato Fiumefreddo, facendolo scortare dagli uscieri, perché i toni non si calmavano». A raccontare l’epilogo dell’audizione del presidente di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo, in commissione Bilancio all’Ars è il presidente dell'organo parlamentare Vincenzo Vinciullo.

La prima parte dell’audizione si è svolta in un clima apparentemente disteso, in cui i deputati hanno ascoltato la lunga relazione introduttiva di Fiumefreddo, convocato per fare chiarezza sui conti della partecipata e sul finanziamento previsto nella programmazione triennale. Conti rispetto ai quali la commissione vuole vederci chiaro: «Nel prossimo triennio - racconta Vinciullo - dovremmo erogare circa 130 milioni di euro a Riscossione Sicilia». Fiumefreddo ha parlato di Serit - l'ente sostituito da Riscossione - e del contenzioso con Monte dei Paschi che avrebbe un peso specifico di circa 120 milioni di euro. Il motivo? «La vendita delle quote Mps - ha detto Fiumefreddo nel corso dell’audizione - è costata alla Sicilia dieci volte in più del loro valore effettivo». L'avvocato ancora una volta ha denunciato la solitudine che ha contraddistinto la battaglia portata avanti da Riscossione. «Al mio fianco soltanto il presidente Crocetta», ha sottolineato.

Ma se il clima sembrava sostanzialmente disteso, il fuoco covava sotto la cenere. Così quando a prendere la parola è stato il deputato Totò Lentini, ecco che si è accesa la miccia. «A luglio - ha sottolineato Lentini - Fiumefreddo dovrà recarsi in tribunale per una imputazione coatta». Ovviamente il clima si è immediatamente surriscaldato, con un acceso botta e risposta tra Fiumefreddo e Lentini. «Io non ho tasse da pagare - ha proseguito Lentini - e sei lei continua con questi toni, noi soldi non gliene diamo». Il riferimento, naturalmente, era alle somme destinate a Riscossione da inserire nel bilancio regionale. Ma Fiumefreddo ha subito replicato: «Queste parole hanno un profilo estorsivo, chiedo che questo verbale venga trasmesso alla Procura».

«L’onorevole Lentini - è intervenuto Vinciullo - non può commettere il reato perché, non essendo componente della commissione, non è chiamato a votare sul finanziamento a Riscossione Sicilia». «Allora è venuto qui solo per disturbare?», ha chiesto Fiumefreddo. «Io sto qui quanto mi pare perché fa parte delle mie competenze», ha replicato Lentini. Di lì a breve, anche la diretta streaming della seduta è saltata. «Insomma - conclude Vinciullo - non siamo riusciti a ricreare le condizioni per proseguire l’audizione. Purtroppo sono stato costretto ad allontanare Fiumefreddo, accompagnato dagli uscieri. Naturalmente anche la seduta della commissione è stata rinviata».