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Favignana, il successo dell'ex stabilimento Florio
Storia della tonnara, eventi e presenza sui social

Valentina Conticello

Costume e società – Il museo, inaugurato nel 2009, è al settimo posto per incassi - 241mila euro - nella classifica dei siti culturali gestiti dalla Regione. Preceduto solo dai mostri sacri: dal teatro di Taormina alla Valle dei Templi. «La web reputation è fondamentale per la promozione»

Nella lista delle cose da fare a Favignana, secondo il portale TripAdvisor, al primo posto c'è la visita all’ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica. Anche quest’anno il museo - inaugurato nel 2009 - ha ottenuto il certificato di eccellenza dal più importante sito di recensioni.

Lo stabilimento, adibito alla conservazione del tonno, è stato costruito nella seconda metà dell’Ottocento per iniziativa del senatore Ignazio Florio. La costruzione della tonnara diede forte impulso alla pesca e alla commercializzazione del tonno rosso sui principali mercati nazionali e stranieri. Ma nonostante il successo, nei primi del Novecento, lo stabilimento attraversò il fallimento da cui uscì, a fine anni Trenta, passando prima tra le aziende di proprietà dell’Iri, poi nelle mani degli industriali genovesi Parodi e, infine, alla Regione Siciliana.

Oggi l’ex stabilimento Florio è innanzitutto un museo di se stesso che prova a far rivivere un passato glorioso attraverso foto, suoni, corti e istallazioni multimediali. All’interno del museo si possono vedere impianti di età punico-romana per la lavorazione della salsa di pesce, ipogei punici e paleocristiani, oltre ai rostri che hanno sancito la vittoria romana nella famosa battaglia delle Egadi del 10 marzo del 241 a.C.

Durante la stagione estiva, l’ex Stabilimento Florio ospita la rassegna letteraria Alta Marea, quest'anno alla terza edizione e curata dallo scrittore e giornalista Giacomo Pilati, autore del romanzo Minchia di re. Il successo di questo particolare museo è dato anche da un'attenta strategia di social media marketing, avviata in sinergia tra la Soprintendenza per i beni culturali e il Comune di Favignana.

«La web reputation è fondamentale per promuovere il museo, siamo su tutti i principali social network», spiega Renato Alongi, che cura la comunicazione. Una rarità in Sicilia per le strutture culturali essere presenti  e attivi su tutti i canali social fra cui Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, YouTube, Google+ e Tumblr.

Una strategia che dà i suoi frutti considerando che il museo di Favignana nel 2015 è al settimo posto tra i siti culturali gestiti dalla Regione per incassi. Con 241mila euro, provenienti da oltre 55mila visitatori, è preceduto solo dai beni siciliani più noti: meglio fanno il teatro antico di Taormina, le aree archeologiche di Segesta e Selinunte, il parco archeolgico di Siracusa e quello della Valle dei Templi, il Duomo di Monreale e la Villa del Casale di Piazza Armerina.