Zone franche montane, la preoccupazione dei sindaci «Regione dia indicazioni: si rischia di bloccare la legge»

Sono 159 Comuni siciliani, a 500 metri a livello del mare e con meno di 15mila abitanti: si tratta dei centri dell’Isola interessati all’istituzione delle Zone franche montane che, supportati dall’Associazione istituita per portare avanti le cause di questi enti, chiedono agevolazioni e sgravi per le attività produttive localizzate in zone sensibili. Adesso gli organi esecutivi degli oltre cento Comuni hanno inviato un documento al presidente della Regione Nello Musumeci per emanare «la delibera di giunta regionale destinando 20 milioni di euro – scrivono – a titolo di concorso alla compensazione degli svantaggi strutturali derivanti dalla condizione di insularità al fine di favorire la conclusione della fase istruttoria». 

La copertura finanziaria chiesta dai Comuni per contrastare queste criticità, però, deve essere regionale e non statale, come sostengono i rappresentanti dell’Associazioni, perché altrimenti andrebbe incontro alle normative europee. «Le risorse individuate nella legge di Bilancio alla voce insularità, approvata dalle Camere, sono state previste di fatto per finanziare la start up della fiscalità di sviluppo in Sicilia dichiara Salvatore Cassisi, amministratore dell’associazione Zone franche montane Sicilia – risulta stucchevole che ci siano ancora resistenze su questo, facendo leva sulla terminologia e non sui fatti, anche a costo di far perdere la speranza agli operatori economici delle Terre alte di Sicilia di guardare al futuro con fiducia».

Gli amministratori e i sindaci si dicono preoccupati perché una mancata indicazione da parte della Regione sulla copertura finanziaria non consentirà «alla Commissione bilancio del Senato di rendere un parere favorevole alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato». Il rischio di perdere questa storica e irripetibile possibilità per la Sicilia sarebbe stato percepito dal presidente Musumeci. Il presidente della Regione, nel corso di un incontro con alcuni sindaci, che si è svolto a Catania lo scorso 13 dicembre, ha rassicurato i primi cittadini di Castelmola, Alessandria della Rocca e Marianopoli che il Governo regionale avrebbe destinato 20 milioni di euro, dai cento milioni relativi all’insularità indicati nella legge di Bilancio. 

«Non comprendiamo la ragione – conclude Alberto Virga, vice presidente dell’associazione Zone franche montane Sicilia – per cui immediatamente dopo il governo regionale si è determinato in maniera diversa, indicando una fonte di finanziamento “non gravante sul bilancio della Regione Siciliana”, condizione che rischia di affondare la legge in discussione al Senato e che non è coerente con le indicazioni della Ragioneria Generale dello Stato, del Governo e delle Commissioni interessate del Senato».


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