Wind Jet, indagine su bilanci truccati dal 2005 Pulvirenti accusato di bancarotta fraudolenta

Ancora una tegola giudiziaria sulla testa di Antonino Pulvirenti. Dopo lo scandalo delle presunte partite comprate nello scorso campionato di serie B per assicurarsi la salvezza del Calcio Catania, arriva l’interrogatorio per il fallimento della compagnia aerea Wind Jet. Sono in tutto 14 le persone indagate per bancarotta fraudolenta – con l’aggravante di aver commesso il reato in più Stati – nel caso della low cost che sospeso i voli nell’estate del 2012, lasciando a terra migliaia di passeggeri, e ammessa al concordato preventivo a maggio 2013. Con un passivo di oltre 238 milioni di euro. Di cui almeno 160 milioni dovuti, secondo gli investigatori, a «operazioni dolose compiute a partire dal 2005». Elementi scoperti dalla Guardia di finanza etnea dopo accertamenti bancari e acquisizioni di documenti anche in Lussemburgo, Francia e Regno Unito.

A partire da quell’anno, ricostruiscono i finanzieri, la società non era più in grado di stare sul mercato, a causa delle pesanti perdite riportate. Una situazione di emergenza che però non traspariva dai bilanci, grazie a «un’artificiosa operazione di valorizzazione del marchio Wind Jet – spiegano i militari -, consistita nella cessione (e retrocessione dopo pochi anni) del marchio in favore della Meridi spa per un importo pari a dieci milioni di euro». Meridi, nata come società di gestione di supermercati della catena Fortè, fa parte del gruppo imprenditoriale di Pulvirenti e, insieme a Finaria spa, detiene anche le quote di proprietà del Calcio Catania. Da allora al fallimento della compagnia, ad agosto 2012, la situazione non sarebbe cambiata. Ed è proprio da quel momento, tra la rabbia dei passeggeri, che partono le indagini della procura di Catania affidate alla Guardia di finanza etnea.

I bilanci truccati, sempre secondo gli investigatori, sarebbero proseguiti negli anni successivi con il «contributo di società estere che hanno predisposto perizie di stima di comodo del magazzino e di beni strumentali di Wind Jet spa rappresentando valori sovrastimati per oltre 40 milioni di euro». Un trucco di cui sarebbe stato a conoscenza anche chi avrebbe dovuto occuparsi di controllare gli affari della low cost, come i componenti dell’organo sindacale e i responsabili della società di revisione. È in questo quadro che si inserisce la trattativa di cessione ad Alitalia, nel 2012, e poi saltata. Tra i protagonisti di quella fase, anche Stefano Rantuccio – allora amministratore delegato di Wind Jet – che, secondo i finanzieri, si sarebbe appropriato di circa 270mila euro – insieme al fratello Biagio Rantuccio, titolare di un’azienda agricola – «mediante complessi trasferimenti di denaro dall’Italia al Lussemburgo e Regno Unito e successive retrocessioni verso l’Italia». Un classico esempio, secondo le Fiamme gialle, di fatturazioni gonfiate nei confronti di alcuni fornitori, con un ritorno economico nei conti dei due Rantuccio.

Al momento risultano indagate 14 persone. Antonino Pulvirenti – titolare del 99,22 per cento delle azioni della compagnia aerea e del 97,36 per cento delle quote di Meridi – è coinvolto in qualità di presidente del cda e amministratore delegato di Wind Jet, presidente del consiglio di Meridi srl dal dicembre 2009 e amministratore unico di Finaria spa. Le accuse sono rivolte anche a Gianmarco Abbadessa e Sarah Patti in qualità di componenti del collegio sindacale di Wind Jet e il presidente del collegio Vincenzo Patti; Gianni Cominu, responsabile dell’impresa di gestione del mantenimento della navigabilità (Maintenance PH); Giuseppe D’Amico, engineering manager; Luciano Di Fazio e Gianluca Cedro, senior partner della società di consulenza stradegica Emintad incaricata di supportare Wind Jet in un piano di sviluppo dal gennaio 2011; Giulio Marchetti, associate partner dell’azienda Bompani Audit srl, società che si è occupa di revisioni contabili e certificazioni di bilancio dal 2006 al 2011, e l’amministratore delegato della stessa società iscritta alla Consob Remo Simonetti; Biagio Rantuccio, quale destinatario di somme di denaro sul proprio conto corrente; Stefano Rantuccio, amministratore delegato della compagnia; Paola Santagati, commercialista di Wind Jet; Angelo Vitaliti, componente del cda di Wind Jet e amministratore delegato di Meridi dal dicembre 2009.


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