Vendola muove e Bersani e Casini vanno in tilt…

Ormai è ufficiale: Niki Vendola, il leader di Sel, ha deciso di fare impazzire Pier Luigi Bersani e Pierferdinando Casini. Un giorno fa capire che la cosa preminente è la creazione di un forte Partito di sinistra. E questo a Bersani piace fino a un certo punto. Un altro giorno lascia intendere – ma non  lo dice a chiare lettere – che questo Partito di sinistra dovrà chiudere al populista Di Pietro e aprire all’Udc: e questo a Bersani piace tantissimo e, forse, non dispiace a Casini. Ieri, tanto per cambiare menù politico, ha detto che l’Udc di Casini non gli interessa più e vuole fare l’accordo con Italia dei Valori di Di Pietro. ha detto proprio così: nel grande Partito di sinistra che vuole costruire con Bersani non vuole Casini.

In realtà, sbattendo fuori Casini (con la C maiuscola) mette casini (con la c minuscola) dentro il Pd di Bersani che vorrebbe vincere le elezioni in accoppiata con Casini (con la C maiuscola). Non solo. Siccome ci sono pure le primarie, Niki Vendola si candida contro Bersani. E poiché nelle primarie del centrosinistra votano tutti, anche cani e porci (primari del centrosinistra di Palermo del 4 marzo docet), Bersani è preoccupatissimo di perderle.

Perché? Perché una parte del Pd – nonostante Bersani, D’Alema, Veltroni e via continuando con tutto il ciarpame presunto modernista-americanoide – è ancora di sinistra. E perché, alla fine, tra militanti del Pd che votano Vendola perché ultimo esponente della sinistra italiana che ha ancora seguito popolare, tra elettori dello stesso Vendola, tra dipietristi che andrebbero a votare per Vendola,tra ‘movimentisti’ che si catapulterebbero a votare per Vendola, Bersani rischia di fare la fine del topo.

E l’Italia – per la prima volta nella storia repubblicana – ‘rischia’ di ritrovarsi con un Premier di sinistra. Perché Vendola, se va allo scontro con il Cavaliere alle prossime elezioni politiche, Berlusconi se lo mangia con il sugo…      


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