Unicredit, la Fabi chiede almeno 200 assunzioni in Sicilia

L’annuncio delle nuove 500 assunzioni che il gruppo Unicredit intende fare manda in fibrillazione il mondo bancario dell’Isola. Che, come sappiamo, è stata la regione più massacrata dalle operazione di acquisizioni e di fusioni,  dagli anni 90 ad oggi. In termini di occupati  (10mila posti di lavoro andati in fumo) ed in termini di presenza di grandi banche locali, che non esistono più. Si sono presi tutto. Sotto l’occhio vigile e complice della Banca d’Italia che ha distrutto il sistema creditizio meridionale a favore di quello del centro-nord.

Non a caso, ora che il gruppo avrebbe deciso di ampliare il suo organico, si fa presente che la Sicilia dovrebbe essere al primo posto. Lo ricorda la Fabi in questa lettera indirizzata all’a.d. Federico Ghizzoni: 

“Signor Ghizzoni, nell’apprendere positivamente la notizia che Unicredit effettuerà 500 assunzioni allo scopo di “dare un forte segnale di fiducia alle nuove generazioni”, decisione apprezzata pubblicamente dal Segretario Generale della Fabi Lando Maria Sileoni, mi permetto di portare alla Sua attenzione il caso Sicilia che è particolare per le seguenti ragioni:

I dati occupazionali ed economici forniti dalla Banca d’Italia tre anni fa denotavano già un forte regresso dell’economia dell’isola ed un ritorno infausto al periodo del dopo guerra;
Nel nostro settore fino a metà degli anni ’90 esistevano nell’isola due Aziende di Credito, a partecipazione pubblica, che occupavano circa 15.000 addetti. Le predette Banche, Sicilcassa e Banco di Sicilia accorpate nel 1997, confluivano nel 2000 nel Gruppo Capitalia e nel 2007 in Unicredit. La perdita occupazione determinata dalle varie operazioni societarie è stata di circa 10.000 lavoratori.

A questo punto Unicredit avendo ereditato questa situazione dovrebbe, moralmente, dare un forte segnale d’incoraggiamento ai giovani siciliani aprendo le porte all’assunzione di 200 unità lavorative ad una terra che risulta particolarmente disagiata e sempre più penalizzata da scelte adottate, nel recente passato, dai potentati economici.

Certo della sensibilità e dell’attenzione che il Gruppo Unicredit darà al gravoso e pietoso problema, restiamo in attesa delle decisioni che saranno adottate al riguardo”.

Palermo, 27 maggio 2013

Carmelo Raffa
Coordinatore Nazionale Vicario FABI Unicredit Group

Crolla Unicredit? Ce ne faremo una ragione


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