Ucraina: la polizia spara sui medici. Decine di morti, migliaia di feriti. Mondo sgomento

di Gabriele Bonafede

La terribile situazione in Ucraina non è più un problema locale: riguarda tutta l’Europa, da Capo Nord a Lampedusa, da Cipro all’Irlanda. Riguarda tutto il mondo anche perché si tratta di un Paese alle porte dell’Unione Europea, grande quanto la Francia e due volte l’Italia, e con una popolazione di 45 milioni di abitanti.

Inutile ricordare qui la particolare posizione dell’Ucraina tra est e ovest: il Paese è cerniera tra diverse alleanze militari internazionali. E quindi non è possibile ignorare, anche per noi siciliani, quanto sta accadendo in questo Paese. L’evoluzione della situazione in Ucraina ci riguarda da vicino, molto più da vicino di quanto non pensiamo al momento.

Le notizie che provengono da Kiev e da tutte le città ucraine non sono solo allarmanti: portano sgomento e paura. L’ipotesi di una guerra civile, come ricordato dal Ministro degli esteri italiano Emma Bonino e molti commentatori, non è più qualcosa di lontano. Sembra invece che si vada materializzando nel corso delle ore.

Le ultime notizie, sempre più difficili da confermare, parlano di una dichiarazione d’indipendenza in una regione occidentale del Paese (Leopoli, Lviv in inglese); della chiusura delle comunicazioni tra questa regione e la capitale Kiev, di forze paramilitari (dell’uno e dell’altro lato della contesa) che convergono sulla capitale; di un esercito che ha un nuovo capo e che è stato autorizzato a sparare; di treni pieni di hooligans che convergono verso Kiev per agire con la provocazione e con la forza.

E, soprattutto, le notizie parlano di morti, di tanti morti. E di cecchini che sparano dai tetti; di poliziotti che uccidono tirando ad altezza d’uomo; di edifici incendiati; di una lotta che cresce di ora in ora nella violenza. Le immagini che pubblichiamo sono eloquenti.  Ultima notizia circolata, e confermata da molti giornali internazionali, è che la polizia governativa sparerebbe sui medici occupati a prelevare e curare i feriti. Appaiono le prime finestre colpite da proiettili, ricordando i terribili giorni dell’assedio di Sarajevo nella guerra di Bosnia o di qualsiasi guerra.

Funeste le immagini che pubblichiamo, e comunque scelte tra quelle meno coinvolgenti emozionalmente. I morti iniziano a essere tanti, le estreme unzioni si fanno per strada, i funerali pure. Gli ospedali sono pieni di feriti e s’iniziano, secondo alcune fonti, a utilizzare anche le chiese per ospitarli.  Inizierebbero a mancare i medicinali, con medici costretti a operare in assenza di anestesia.

Una guerra civile in Ucraina sarebbe qualcosa che è preferibile non immaginare. La diplomazia è già al lavoro con i ministri degli esteri europei (francese, polacco e tedesco) che sono andati proprio a Kiev per parlare con il capo del governo ucraino.

L’unica speranza è che i capi dei grandi paesi e alleanze della terra, soprattutto Ue, Russia e Usa, si mettano d’accordo per evitare un bagno di sangue del quale non siamo in grado d’immaginare l’entità e l’estensione.


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