«Pronto, sono il maresciallo». La chiamata a un ufficio postale catanese per tentare una truffa

«Pronto, sono il maresciallo della stazione dei carabinieri, mi occorrono le intestazioni di alcune carte prepagate in possesso di soggetti sottoposti a fermo». È iniziato così, con una telefonata, un tentativo di truffa. A rispondere alla chiamata è un dipendente di uno degli uffici postali della provincia di Catania. Una domanda che, proprio perché fatta al telefono, è subito sembrata anomala al direttore della sede di Poste Italiane. Eppure, la chiamata è arrivava da un numero fisso corrispondente a quello della reale stazione dei carabinieri.

Così, il dipendente ha chiesto all’interlocutore di presentarsi di persona nell’ufficio postale. Nel frattempo, messosi in contatto con le vere forze dell’ordine, ha constatato che il nominativo del maresciallo era falso e che si trattava di un tentativo di truffa. «I truffatori non hanno paura di nulla – dichiara il responsabile di Fraud management per la Sicilia Rudy Raniolo – lo dimostra questo tentativo di raggirare personale che viene debitamente formato per riconoscere i comportamenti fraudolenti. Ai clienti dico sempre di non avere timore o vergogna di segnalare situazioni potenzialmente pericolose. Le segnalazioni – aggiunge Raniolo – e le verifiche preventive sono l’unica arma per intercettarle». Il nuovo vademecum antifrode è in distribuzione in 74 uffici postali del Catanese.


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