Tromba d’aria, ad Acireale 10 milioni di danni Tra le 900 case colpite quella dell’ex sindaco

Circa
dieci milioni di euro di danni, oltre 900 immobili danneggiati e una fitta selva di storie più o meno intime a fare da contorno. Questo, il bilancio ad Acireale a otto giorni dalla tromba d’aria che ha messo in ginocchio la città, facendo al contempo gridare molti al miracolo per l’assenza di vittime. Tuttavia, le tracce del passaggio della tromba d’aria somigliano oggi – e probabilmente lo saranno per molto tempo ancora – a ferite visibili tra i mattoni, le finestre e le aiuole di una città chiamata a ritrovare energie dimenticate, per risollevarsi da un evento che inevitabilmente condizionerà le scelte politiche dei prossimi mesi e la vita dei suoi abitanti.

Mentre in queste ore il sindaco
Roberto Barbagallo si trova a Palermo per cercare di accelerare «il percorso per il riconoscimento dello stato di calamità», in città la vita prosegue in bilico tra i ricordi della mattina del 5 novembre e le operazioni ininterrotte di messe in sicurezza. Accanto agli aneddoti personali raccontati tra i bar e i chioschi, ci sono i video che, condivisi tra un social network e l’altro, riportano più di ogni altra testimonianza la mente a quegli attimi concitati, dove il peso delle cose è diventato improvvisamente relativo e le tegole dei palazzi volavano come freccette contro innumerevoli bersagli. Tra di essi, quello girato dalle videocamere di sorveglianza di un negozio di prodotti informatici e pubblicato sulla piattaforma Youreporter: le immagini ritraggono gli attimi immediatamente precedenti all’arrivo della tromba d’aria e poi, subito dopo – intorno al minuto 2.40 – la furia del vento, inarrestabile.

Come detto, però, le condizioni della città sono tali da costringere le persone a guardare avanti, cercando di rimettere letteralmente a posto i pezzi. Tra chi negli ultimi giorni è particolarmente impegnato nella messa in sicurezza della propria residenza, c’è
l’ex sindaco di Acireale, Agostino Pennisi, alle prese con la rimozione di tre giganteschi pini abbattutisi contro parte dell’immobile. Le operazioni sono particolarmente difficili e richiederanno ancora diverso tempo per via delle ristrette dimensioni delle vie d’accesso: «Neanche i Vigili del Fuoco sono in condizione di darci una mano – ha scritto Pennisi su Facebook – vista la dimensione della via Nicolosi. Dobbiamo fare da soli». Pennisi, che nonostante tutto ha ringraziato la disponibilità delle autorità e dell’amministrazione nell’aver prestato attenzione al suo caso, nei giorni precedenti aveva lanciato un messaggio ben preciso, affinché non si abbassasse l’attenzione generale nei confronti di quanto accaduto- «Leggo che l’emergenza è finita – aveva detto l’ex primo cittadino acese – ma non è così, credetemi. Sarà finita l’emergenza meteorologica mentre rimane l’emergenza dovuta agli effetti della tromba d’aria. Non siate superficiali, vi prego».


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