Traffico di rifiuti nel Mediterraneo, bloccati due carichi Tremila tonnellate di ferro inviato dalla Sicilia verso Est

Due navi con migliaia di tonnellate di rifiuti ferrosi dirette verso Est. Un’indagine della Procura di Agrigento e delle capitanerie di Porto Empedocle e di Augusta ha portato al sequestro delle due imbarcazioni, impedendo la spedizione di tremila tonnellate di materiale pericoloso. Ma il provvedimento è solo la punta dell’iceberg di un’indagine che punta a fare luce su un traffico di rifiuti speciali nel Mediterraneo e che potrebbe coinvolgere un’ampia rete di società. Con Augusta snodo nevralgico del sistema. 

Tutto è partito ad agosto quando gli uomini della Capitaneria di Porto Empedocle hanno sequestrato un carico di mille tonnellate che stava per partire da Licata verso il porto turco di Aliaga Nemrut, a bordo della nave Lady Nur, battente bandiera panamense. Un trasporto privo della documentazione necessaria. Coinvolte nell’operazione sono risultate due società: una di Brescia che si sarebbe occupata di recuperare il materiale ferroso in diversi territori, non solo in Sicilia, e una di Canicattì, titolare di un centro di stoccaggio dove sono stati depositati i rifiuti prima di essere spediti in Turchia. 

I militari della Guardia costiera e quelli della Guardia di finanza di Agrigento hanno perquisito le sedi sociali e operative delle due società ed è stata sequestrata preventivamente l’area esterna del deposito della società di Canicattì. Gli amministratori legali sono indagati per abbandono indiscriminato e gestione non autorizzata di rifiuti (violazioni del testo unico ambientale), e per falsità materiale nella documentazione. E con le stesse contestazioni sarebbero già stati iscritti nel registro degli indagati i rappresentanti di altre società. 

Gli approfondimenti partiti ad agosto sono andati avanti arrivando ieri a un secondo importante sequestro: duemila tonnellate di rifiuti ferrosi che stavano per partire dal porto di Augusta verso quello greco di Volos, sulla motonave Seven Stars battente bandiera Saint Vincent & The Grenadines. Anche in questo caso è stato riscontrato il mancato rispetto della normativa comunitaria in materia di trasporto transfrontaliero di rifiuti. Più volte negli ultimi mesi la nave ha fatto la spola tra Augusta e il porto di Volos. 

Da quali aree provengono i rifiuti ferrosi? E che fine avrebbero fatto? Quali altre società sono coinvolte? Le indagini della Procura di Agrigento continuano ipotizzando un più vasto sistema illecito di trasporto dei rifiuti con partenza dalla Sicilia verso altri Paesi. La baia turca di Nemrut è stata già oggetto di attenzione da parte di altre indagini condotte da Capitanerie di porto italiane, perché è risultata essere la destinazione di vecchie navi che sarebbero state smaltite in zone di demolizione a cielo aperto, in violazione delle normative europee. 


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