Una stanza dai colori vivaci, all’interno di una scuola in Sicilia, per imparare a chiedere aiuto contro le dipendenze. Si chiama The Room of Feeling (tradotto letteralmente: La stanza dei sentimenti) ed è un progetto sperimentale di prevenzione che toccherà, entro l’anno, tutte le province dell’Isola. Per portare, nell’ambiente scolastico, un presidio permanente di ascolto. […]
In Sicilia si consuma crack già a 12 anni: nelle scuole nasce una stanza contro le dipendenze
Una stanza dai colori vivaci, all’interno di una scuola in Sicilia, per imparare a chiedere aiuto contro le dipendenze. Si chiama The Room of Feeling (tradotto letteralmente: La stanza dei sentimenti) ed è un progetto sperimentale di prevenzione che toccherà, entro l’anno, tutte le province dell’Isola. Per portare, nell’ambiente scolastico, un presidio permanente di ascolto. Capofila del progetto è l’istituto comprensivo Giulio Emanuele Rizzo di Melilli, in provincia di Siracusa. «La scuola – sottolinea la dirigente scolastica Angela Fontana – è il primo spazio in cui una persona impara a conoscere il mondo, ma anche a riconoscere sé stessa». Ed è da qui che, secondo gli ideatori del progetto, bisogna partire.
Il consumo di crack a partire dai 12 anni
In Sicilia ci sono casi in cui il consumo di crack comincia già a 12 anni. I dati del Piano regionale di prevenzione 2023-2025 parlano di quasi 6700 giovani in carico ai SerD per dipendenze da droghe e di 1700 per gioco d’azzardo patologico. Con un significativo abbassamento dell’età di primo contatto, soprattutto dopo la pandemia. Dati secondo cui la prevenzione precoce diventa sempre più una necessità. Così, nella legge anti-crack della Regione Siciliana, è stato previsto e finanziato (con 1,7 milioni di euro) il progetto sperimentale @Lab_School. E, tra le azioni principali, c’è proprio The Room of Feeling. Un percorso di storytelling, arte e media education ideato dall’artista Igor Scalisi Palminteri. All’interno ci sarà pure una scatola dei messaggi dove chiunque, anche in forma anonima, potrà lasciare un pensiero o una richiesta di aiuto. Che non resterà inascoltata.
La prima The Room of Feeling a Melilli
La prima stanza a scuola contro le dipendenze in Sicilia è già diventata realtà. Entro l’anno ce ne saranno altre otto. Dopo avere scelto simboli, temi e palette cromatiche, pennelli e colori alla mano si è iniziato a dipingere muri e soffitto. Studenti, insegnati, personale Ata e genitori insieme hanno trasformato un ambiente neutro in un luogo dell’ascolto e della cura. Un lavoro collettivo preparato e ispirato dall’ascolto della testimonianza diretta di giovani e famiglie che con il crack hanno avuto a che fare. «Non una lezione o delle fredde statistiche, ma una voce viva che dà spunto alla creatività», fa notare il pittore di quartiere Igor Scalisi Palminteri.
La stanza della «comunità educante»
«Gli esperti – sottolinea l’artista – dicono che i giovani sono privi di empatia. Io credo, invece, che servano occasioni, luoghi e circostanze in cui creare connessioni, per costruire relazioni sane e intrise di bellezza. Quando ho immaginato The Room of Feeling, ho pensato a un progetto alla pari». In cui gli attori si spogliano del proprio ruolo, per facilitare dialogo e comprensione. «Da qui l’idea di dipingere insieme. Non facciamo solo pittura – spiega -. Proviamo a guardarci negli occhi e a raccontare chi siamo. Creando, così, una comunità educante. Con questa stanza che diventa una metafora di come dovrebbe funzionare la comunità scolastica». E quello che resta non è solo una stanza più bella, che si chiude con la fine del laboratorio. Ma un luogo dove imparare a sentire, nominare le emozioni e chiedere aiuto. Uno spazio-ponte tra la scuola e la rete del territorio: famiglie, psicologi, Asp, forze dell’ordine, associazioni.
Un linguaggio nuovo per un sommerso allarmante
«Oggi, tra preadolescenza e adolescenza, i linguaggi tradizionali degli adulti non bastano», spiega la preside Fontana. Da qui il lavoro sull’esperienza. «per fare emergere ciò che rischia di restare nascosto: fragilità, emozioni, pensieri senza parole». Una necessità: con circa 910mila giovani tra i 15 e i 19 anni – il 37 per cento degli studenti – che hanno consumato almeno una sostanza illegale (dati Espad 2024 e relazione al Parlamento 2025). Il 57 per cento ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno; il 12 per cento rischia la dipendenza da videogiochi; il 17 per cento fa un uso problematico di internet. Con la Sicilia tra le regioni più esposte. «Se si è sordi o senza vocabolario, le emozioni diventano soverchianti e si vuole fuggire – spiega Ernesto De Bennardis, direttore di Dipendenze patologiche al Sert di Siracusa -. E le sostanze sono il modo più economico per farlo, ma anche il più distruttivo».
Le altre tappe in Sicilia
Nei prossimi mesi, The Room of Feeling attraverserà tutta la Sicilia, con una stanza contro le dipendenze in almeno una scuola per provincia. Dopo la tappa siracusana, si passa a Palermo (dal 13 al 15 aprile); poi a Ragusa (dall’11 al 13 maggio) per proseguire a Catania (dal 25 al 27 maggio). Dopo la pausa per le vacanze estive, si riparte da Messina (14-16 settembre), poi tappa ad Agrigento (28-30 settembre). A Trapani l’appuntamento successivo (12-14 ottobre) e per poi arrivare a Caltanissetta (dal 26 al 28 ottobre). Ultima tappa conclusiva a Enna (dal 10 al 12 novembre). Al termine di ogni tappa, una performance pubblica di pittura e parola – con Igor Scalisi Palminteri e l’attore Dario Muratore – restituirà alla comunità la voce dei ragazzi. La tappa conclusiva sarà l’evento regionale Feeling – La luce della mente. Una performance corale con pittura dal vivo, danza e musica elettronica live di Angelo Sicurella.



