Spremuta d’arancia rossa siciliana in tutti i McDonald’s In estate nuovo ristorante a Giarre con 40 assunzioni

C’è un nuovo importante mercato per l’arancia rossa Igp. Da oggi la spremuta interamente made in Sicily si potrà gustare anche nei 450 McCafé di McDonald’s. L’iniziativa è stata presentata stamattina a Catania. Una buona notizia per numerosi produttori della Piana che, tramite la società Oranfrizer, potranno conferire presso la multinazionale – si parla di 500 tonnellate all’anno di arance acquistate per produrre, si stima, 700mila spremute – ma anche per i consumatori di McDonald’s che avranno un’opzione salutare a un prezzo competitivo: due euro e 50 centesimi.

«La scelta di McDonald’s di inserire all’interno dell’offerta di McCafé una vera eccellenza del made in Italy come l’Arancia Rossa di Sicilia IGP  – spiega Giorgia Favaro, direttore marketing di McDonald’s Italia – rafforza il nostro legame con il territorio siciliano, e rientra nel più ampio impegno dell’azienda per la promozione del comparto agroalimentare italiano. È una nuova e importante tappa del lungo percorso che abbiamo intrapreso oltre dieci anni fa con i Consorzi di Tutela delle materie prime Dop e Igp». Favaro annuncia un nuovo evento a Milano «con pupi e carretti siciliani» per lanciare l’iniziativa. E non esclude che l’arancia rossa, dopo essere approdata nei 450 McCafè italiani, non possa oltrepassare le Alpi ed essere venduta anche all’estero. «Sarebbe un sogno – sottolinea il patron di Oranfrizer Nello Alba – perché non farla assaggiare anche ai nostri concittadini europei?». 

Stamattina, presenti all’evento al McDonald’s di piazza Stesicoro, c’erano anche Salvo Laudani, marketing manager di Oranfrizer, Edgardo Bandiera, assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia e Giovanni Selvaggi, presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP. Ospite speciale la giovane ginnasta catanese Carlotta Ferlito.

Dopo il matrimonio con Oranfrizer, la presenza di McDonald’s in Sicilia è destinata ancora a crescere nel corso del 2020. «Entro l’estate apriremo il ristorante a Giarre – spiega Pietro Vadalà, che gestisce i punti vendita nell’isola – e speriamo di assumere 40 persone. In generale contiamo di aumentare quest’anno la forza lavoro di cento unità». Possibili altre aperture? «Nel medio termine, diciamo cinque anni, vorremmo aprire dieci nuovi ristoranti in Sicilia orientale», conclude Vadalà.


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