Sospese le udienze dei vice procuratori onorari etnei «Non abbiamo assicurazioni sanitarie ed economiche»

Da lunedì 11 gennaio e fino a domenica 31 gennaio le attività di udienza dei vice procuratori onorari della procura del tribunale di Catania sono sospese per «gravi motivi connessi alla situazione epidemiologica in corso». È questa la motivazione messa nero su bianco in una lettera inviata al procuratore generale della corte d’Appello di Catania e anche al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede

Nessuna copertura assicurativa, previdenziale, per malattia o infortunio; nessun valido sistema di protezione individuale contro i rischi di contagio da Covid-19. «Alcuni magistrati onorari – lamentano – hanno contratto il virus e sono rimasti privi di qualsiasi tutela durante il periodo di malattia». Non solo, i vice procuratori onorari sottolineano anche che la situazione logistica delle aule di udienza del tribunale di Catania, soprattutto quelle del complesso di via Crispi, «non pone in condizioni di sicurezza e non consente una efficace tutela della propria salute nell’emergenza sanitaria in atto per le ridotte dimensioni delle stesse, per la prossimità con il pubblico, per l’inevitabile contatto ravvicinato con imputati, testi e avvocati, per l’assenza di barriere in plexiglas e di idonee aperture per l’areazione e – aggiungono – in generale, per lo stato complessivo delle strutture». In sostanza, il rischio è che si creino assembramenti che amplificano il pericolo di contagio da nuovo coronavirus

Oltre le questioni dovute alla particolare situazione legata alla pandemia, ci sono quelle che i vice procuratori si portano dietro da tempo. «La maggior parte – continuano nella lettera – esercitano le funzioni a tempo pieno da oltre quindici anni nonostante la funzione svolta sia qualificata come “onoraria”». A questo proposito, i magistrati fanno inoltre notare che la normativa di riforma della magistratura onoraria ha introdotto un regime di incompatibilità con lo svolgimento di altre funzioni lavorative. «Di fatto – sottolineano – l’attività di magistrato onorario costituisce la principale personale fonte di reddito». Per tutti questi motivi, hanno comunicato l’indisponibilità ad accettare deleghe per la partecipazione alle udienze per 20 giorni a partire dal prossimo 11 gennaio. Continuano, invece, le attività d’ufficio (indagini in collaborazione con i sostituti, ufficio esecuzioni, sezione civile, ufficio indagini) perché, «non presupponendo contatto con il pubblico, non presentano le stesse criticità e pericoli di contagio».

Solidarietà alla magistratura onoraria è arrivata dal procuratore Carmelo Zuccaro perché «da tempo fornisce a questa procura un ampio contributo fondamentale e insostituibile per assicurare tempestività ed efficienza». L’auspicio del procuratore è che «vengano adottate dalle autorità competenti le più opportune riforme legislative volte ad assicurare ai magistrati onorari un regime previdenziale e assicurativo adeguato all’ampiezza dei compiti a loro attribuiti e alla durata effettiva degli incarichi ricoperti». 


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