Siulp: “Non abbiamo mezzi per affrontare l’emergenza immigrati”

Sono ridotti all’osso. Mancano le risorse, manca personale, manca il turnover, mancano pure e spesso, i soldi per la benzina. Gli ultimi tagli orizzontali e scellerati, imposti dal governo Monti, hanno ridotto al collasso il settore della sicurezza pubblica. Le Forze dell’Ordine lo denunciano da mesi. Lo scorso ottobre, in tutta Italia, gli uomini in uniforme hanno lanciato l’allarme. Nessuno li ha ascoltati. E, oggi, è peggio di prima.

Non sappiamo come fronteggiare l’emergenza immigrati- dice a LinkSicilia Renato Azzinari, segretario regionale Siulp, il Sindacato unitario dei lavoratori della Polizia – il problema non è il momento degli sbarchi, ma quello successivo. Quando cioè vengono smistati nei vari centri dell’accoglienza sparsi per la Sicilia. Dove noi dobbiamo svolgere turni di lavoro massacranti per garantire l’ordine pubblico. Una incombenza che si aggiunge a quelle ordinarie che già in Sicilia sono tante per noi. Il problema- aggiunge Azzinari- oltre al taglio di risorse, è che hanno bloccato il turnover. Tanti colleghi vanno in pensione, ma non vengono rimpiazzati. Siamo davvero preoccupati”.

Una preoccupazione che è stata al centro della riunione del Direttivo regionale del Siulp che oggi si è riunito  presso un bene confiscato alla mafia, nella zona di Ciaculli, a Palermo, ed affidato alla Cooperativa “Jus Vitae” di padre Antonio Garau.  La scelta del sito è ” un segnale di vicinanza dei poliziotti a chi quotidianamente è impegnato sul fronte antimafia e rende produttivi i beni già appartenuti a famiglie mafiose, restituendoli alla fruizione da parte della collettività”.  Una riappropriazione simbolica del territorio strappato alla criminalità.

Una situazione, quella delle Forze dell’ordine, non tollerabile in uno Stato Civile. Uno Stato che in teoria parla dell’importanza della legalità ma, in pratica, da anni, continua a ridurre i fondi e il personale alle Forze dell’Ordine.

Una situazione ancora più assurda se si pensa a quanto successo ieri a Roma, dove un disperato ha sparato a due Carabinieri che non avevano nessuna colpa. Una fatto stigmatizzato dal Siulp nazionale: “Sempre piu’ spesso poliziotti e carabinieri sono presi di mira da atti di disperazione di cittadini che, non vedendo prospettive individuano nell’uniforme l’unico rappresentate certo di uno Stato sempre piu’ assente e distante dai loro reali problemi”.

E anche dal Siulp regionale: “Ancora una volta la Sicilia paga un tributo altissimo in termini di rappresentati delle Forze dell’Ordine che pagano caro il loro impegno- dice Azzinari riferendosi a Giuseppe Giangrande, il Carabiniere di Monreale che dalla sparatoria di ieri è rimasto ferito molto gravemente.  Oggi le sue condizioni sembrano leggermente migliori. Ha provato anche ad interagire con la figlia. Anche se, i danni midollari  ci sono, e non si sa ancora che conseguenze avranno.

 

Spari a Palazzo Chigi, ancora grave il Carabiniere siciliano: forza Giuseppe!


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