I due giovani che nei giorni scorsi hanno rischiato di farsi seriamente male, dopo essere stati spintonati da qualcuno che si era sporto da una vettura, hanno incontrato stamattina i vertici dell'Arma. Presente anche il console del paese africano. «Spetterà alla Procura accertare se c'è stato odio razziale», ha dichiarato
Siracusa, senegalesi speronati da auto in corsa Vittima: «Ci hanno urlato, dicevano “sporchi neri”»
Di pochi giorni fa la notizia di due giovani africani volutamente speronati da un’auto mentre, in via Elorina, si trovavano alla guida di uno scooter. Il gesto era stato filmato e successivamente condiviso sui social network. Ciò ha permesso ai carabinieri di risalire ai due responsabili: si tratta di un operaio di 25 anni e un disoccupato di 23, che sono stati entrambi denunciati per l’accusa di lesioni.
Tra le ipotesi più accreditate fin da subito c’era stata quella di stampo razziale. Ipotesi confermate da una delle vittime: «Ci hanno urlato dicendoci sporchi neri», ha dichiarato agli investigatori.
Oggi le due vittime, Matar e Moustafa, hanno avuto modo di incontrare i vertici dell’Arma dei carabinieri a Siracusa. Con loro il console del Senegal, l’avvocato Francesco Ruggeri che ha dichiarato: «La comunità senegalese era in allarme per quanto avvenuto anche se i carabinieri hanno individuato i responsabili – ha detto Ruggeri -. Spetterà alla Procura accertare se vi sono elementi per stabilire se quei ragazzi sono stati mossi dall’odio razziale».