Siracusa: estorsioni, droga e armi per agevolare i clan Le indagini scattate dopo spari in un cantiere ad Avola

Smantellato un gruppo criminale dedito alle estorsioni e allo spaccio di sostanze stupefacenti aggravati dall’avere agito con la finalità di agevolare la mafia. Le dieci persone arrestate questa mattina dai carabinieri di Noto nell’ambito dell’operazione Eclipse, su delega della direzione distrettuale antimafia di Catania, avrebbero beneficiato infatti di legami di parentela e affinità con affiliati al clan Trigila di Noto e al clan Crapula di Avola

I dieci sono accusati a vario titolo di estorsione, danneggiamento a seguito incendio, associazione finalizzata al commercio, trasporto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione, porto e cessione di armi clandestine. Le indagini sono scattate nel febbraio 2017 dopo l’esplosione di colpi di arma da fuoco in un cantiere edile ad Avola, un episodio che all’epoca non era stato denunciato. 

I carabinieri hanno individuato i responsabili scoprendo l’esistenza di un gruppo criminale che operava nella zona sud della provincia. Da alcune dichiarazioni di persone offese o informate sui fatti, da intercettazioni telefoniche e ambientali e dalle riprese di telecamere, gli investigatori hanno scoperto che il gruppo criminale aveva dato fuoco, il 3 giugno 2017, ai veicoli della ditta incaricata della raccolta differenziata dei rifiuti del comune di Rosolini, G.V. Ecologia di Guglielmino Vincenzo, arrestato e imputato per mafia e recentemente deceduto, per ottenere alcune assunzioni. L’azienda a sua volta è stata oggetto di interdittiva antimafia ed è tuttora sottoposta ad amministrazione giudiziaria. 

Tra i dieci arrestati anche due donne che avrebbero svolto il loro ruolo facendo le veci dei lori mariti che, dal carcere durante i colloqui familiari, fornivano le disposizioni. Monica Campisi, che all’interno del gruppo criminale avrebbe avuto un ruolo apicale, è la figlia di Antonino Campisi detto Toninu u Scoppio – condannato definitivamente all’ergastolo e in carcere dal 1993 perché autore di diversi omicidi e ritenuto affiliato al clan Trigilia – ed è anche la coniuge di Giuseppe Capozio in carcere per la tentata estorsione con attentato incendiario al cantiere edile per la costruzione di una clinica alle porte di Avola. Concetta Cavarra è la moglie di Paolo Zuppardo, detenuto anche lui per lo stesso episodio.

Nell’ambito delle indagini, i militari inoltre, hanno sequestrato due chili di droga tra marijuana, hashish e cocaina, un fucile da caccia calibro 12 e una pistola calibro 7,65 entrambe clandestine. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, dopo la notifica dell’ordinanza di custodia
cautelare sono stati condotti nei carceri Bicocca di Catania e Cavadonna di Siracusa a disposizione
dell’autorità giudiziaria.

Gli arrestati:

Sebastiano Amore, detto Jano bum bum (37 anni)
Giuseppe Bianca, detto Jano (34 anni)
Monica Campisi (31 anni)
Concetta Cavarra (33 anni)
Giovanni Di Maria, detto Gallina (30 anni)
Corrado Lazzaro (32 anni)
Paolo Nastasi (36 anni)
Giuseppe Tralongo, detto Peppe Sobà (31 anni)
Corrado Vaccarella, detto Stucciu (24 anni)
Gianluca Vaccarisi, detto Luca Pappaconi (34 anni)


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