Sigonella, il sit-in dei No Muos contro il conflitto in Ucraina «Disfarsi delle basi militari per uscire dallo stato di guerra»

«Indipendenza dei territori», «Contro le guerre imperialiste». Le frasi sono impresse a caratteri cubitali in uno striscione dell’associazione Antudo sulla strada che porta alla base aerea di Sigonella. Dietro ci sono circa cento persone di tutte le età, tra cittadini e attivisti del comitato No Muos. Tra le bandiere spiccano quelle del comitato contro il sistema di comunicazione satellitare ad alta frequenza Nato, i drappi indipendentisti con impresse la Trinacria e lo stendardo della Confederazione dei comitati di base (Cobas). «Fuori dallo stato di guerra significa disfarsi delle basi militari», si legge in una nota stampa del comitato che, questa mattina, ha oltrepassato i limiti imposti dalla questura e in corteo si è diretto verso la base militare Nato per dire no alla guerra. «Ci mobilitiamo contro le politiche criminali degli Stati che costringono i territori a uno stato di guerra permanente», è la posizione del comitato. «Per riacquistare la prospettiva dei territori – si legge in una nota – e abbandonare la narrazione egemonizzata dagli Stati». Perché, è la frase impressa in un altro striscione, «non paghiamo la guerra dei ricchi». 

Nel mirino dei comitati territoriali ci sono le postazioni Nato siciliane, in particolare quella di Niscemi e Sigonella. Mentre il conflitto in Ucraina è di là dal cessare, secondo quanto dichiarato dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi, «dieci milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case», e le mobilitazioni per la fine dei bombardamenti si moltiplicano. «Oggi ci troviamo davanti a due opzioni – conclude la nota -, lottare per la propria indipendenza dagli Stati e dalle forme economiche che li sottendono oppure precipitare nell’insieme di catastrofi derivanti dal sistema capitalista». 


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