Settimana europea per la riduzione dei rifiuti 2023: dalle borracce alla mensa sostenibile, l’impegno di 13 scuole del Calatino

«In natura non esistono i rifiuti, ogni elemento si inserisce nel ciclo del biosistema, mantiene il valore il più a lungo possibile e si trasforma in nuova risorsa, innescando un circolo virtuoso». Ancora possibile anche in una società del consumo, andando Al cuore delle cose. Prende spunto – e pure il nome – da questo concetto il nuovo progetto di Kalat Ambiente SRR– l’ente che programma e pianifica la raccolta differenziata in 15 Comuni di Catania provincia Sud – in occasione della Serr (Settimana europea per la riduzione dei rifiuti) 2023. Un progetto che coinvolge 13 istituti scolastici – dalle elementari alle superiori – per un totale di oltre ottomila alunni, tutti impegnati su un doppio versante. Da un lato, l’adesione a un protocollo verde per la sostenibilità ambientale con buone prassi da attuare a scuola e, dall’altro, un laboratorio creativo in classe per dare nuova vita ai rifiuti protagonisti della Serr di quest’anno: gli imballaggi.

Il documento proposto da Kalat Ambiente e adottato dalle scuole prende le mosse dai dati e dalla necessità di invertire la tendenza che vede ogni cittadino dell’Unione europea produrre, ogni anno, oltre 500 chili di rifiuti. Con un impatto ambientale riducibile con il superamento della cultura dello spreco e facendo ricorso all’economia circolare, secondo cui tutto può essere trasformato in risorsa. Seguendo scelte e pratiche maggiormente preferibili ad altre: la prevenzione, innanzitutto (non produrre rifiuti superflui, come gli imballaggi innecessari), la preparazione al riutilizzo (riparando gli oggetti), il riciclo (creando nuovi materiali senza utilizzare altre materie prime), il recupero dei rifiuti non riciclabili (trasformati in combustibile ed energia), e infine lo smaltimento in discarica (che, non generando ulteriore valore, è da considerare come ultima opzione).

Nel caso delle scuole, l’obiettivo si può raggiungere con l’impegno di tutti: alunni, docenti e personale. Due i consigli per i ragazzi contenuti nel protocollo verde: l’utilizzo di borracce al posto delle bottiglie di plastica e il consumo di merende portate da casa – come frutta o una fetta di torta – da preferire alle merendine confezionate non solo perché più sane, ma anche per evitare inutili imballaggi. Altri suggerimenti si rivolgono, invece, alle istituzioni scolastiche: dalla possibilità di installare a scuola delle fontanelle per riempire le borracce all’organizzazione di una mensa sostenibile con piatti, posate e bicchieri lavabili in lavastoviglie – da installare a scuola – per sostituire le stoviglie monouso; passando per la preferenza alle comunicazioni digitali – via e-mail, WhatsApp, registro elettronico, ecc – anziché la stampa di decine di documenti. Quando proprio non se ne può fare a meno, il testo da stampare andrebbe organizzato in modo tale da usare il minor numero di fogli possibili (riducendo margini, interlinea e carattere) e, dopo il loro utilizzo, riutilizzare il retro dei fogli per stampare nuovamente o prendere appunti.

Solo alcune idee che intendono essere un punto di partenza per lo sviluppo di una rete e un laboratorio di idee per la creazione di percorsi educativi innovativi. Senza dimenticare le basi: una corretta raccolta differenziata di qualità e la promozione di pratiche di riutilizzo. Anche creativo: attraverso appositi laboratori in classe, protagonisti della seconda fare del progetto, che hanno ridato vita agli imballaggi partendo dall’immaginazione e dalle mani dei giovani cittadini.


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