Scritti di inglese: al via l’occhio elettronico

Si avvicinano gli scritti di lingue e dopo la simulazione fatta il mese scorso per testare il funzionamento del correttore elettronico, finalmente si procede all’effettivo utilizzo di quest’ultimo per la prova ufficiale. La qual cosa dovrebbe accelerare i tempi di correzione e permettere di pubblicare i risultati più velocemente.

 

Lo scopo di utilizzare la “macchina”, infatti, è accelerare i tempi che altrimenti sarebbero molto più lunghi come, del resto, lo erano stati finora, considerato che il numero degli studenti che “tenta” lo scritto è molto elevato, soprattutto al primo anno. Si prevedono 900 studenti circa solo per il primo anno. Per evitare di ricorrere ad un’aggiuntiva correzione manuale, nello scritto di inglese del primo anno è stata eliminata la traduzione che la macchina non sarebbe in grado di correggere, e in sostituzione sono stati inseriti esercizi per testare la conoscenza lessicale e grammaticale della lingua. Solo il dettato dovrà essere corretto manualmente.

 

Gli studenti vengono forniti di due fogli: uno è il question paper, il foglio con le domande, tutte a risposta multipla, e l’altro è l’answer sheet. Quest’ultimo è quello in cui si trasferiscono le risposte. Vengono concessi dieci minuti per copiare le risposte dal primo al secondo foglio.

Uno dei problemi incontrati nella simulazione riguarda proprio il trasferimento delle risposte. Sull’ answer sheet gli studenti devono segnare le risposte, rigorosamente a penna, affinché la macchina possa riconoscere il segnale, colorando il tondino corrispondente alla risposta A, B, C…

 

Abbiamo incontrato alcune lettrici di inglese per parlare proprio di questo e loro stesse hanno ribadito l’importanza dell’educazione degli studenti all’utilizzo di questo nuovo sistema. Ragion per cui è importante la frequenza a lezione, dove tale apprendimento può aver luogo.

 

E’ importante segnare bene le risposte, usare solo la penna per la risposta finale, e non la matita. Qualora la matita venisse utilizzata prima, è necessario, nel cancellare, non lasciare sbavature sul foglio di risposta poiché questo ostacolerebbe la lettura ottica una volta inserito nella macchina. Lo stesso dicasi per il bianchetto che non va utilizzato per ragioni analoghe alle precedenti. E’ dunque importante non macchiare il foglio delle risposte in nessun modo, né è possibile, una volta commesso un errore nel dare una risposta, cancellarla e scrivere  un “no” su quella errata e un “sì” in corrispondenza della nuova risposta. Questo era possibile farlo prima perché la correzione era manuale. In questo modo invece la macchina conterebbe due risposte che quindi ne annullano la validità. In compenso però le risposte sbagliate non tolgono punteggio, per cui è conveniente per lo studente tentare anche quando non si è certi della correttezza della risposta.

 

Mentre lo scritto del terzo anno rimane sostanzialmente invariato, per quanto riguarda la prova del secondo anno permane la composition che nella valutazione finale conta il 30%, mentre il resto (listening, reading comprehension, esercizi su lessico e grammatica) conta il 70%. Il punteggio assegnato per ogni esercizio è comunque segnalato anche nel foglio delle risposte per cui lo studente indeciso o in ritardo può decidere quali risposte è conveniente segnare.

 

Sebbene il lettore ottico abbia funzionato molto bene durante la correzione della prova simulata, le lettrici si propongono, almeno per questa prima sessione di esami, di controllare manualmente i risultati al fine di verificare il corretto funzionamento dello strumento.


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