Sanità, governo annuncia una rivoluzione digitale Un Centro unico regionale per prenotare le visite

È stata definita come «la più grande rivoluzione digitale in ambito sanitario». Se davvero così sarà, lo vedremo solo nei prossimi mesi. Di sicuro, per la prima volta la Sicilia ha dato il via al processo di rinnovamento digitale, iniziato qualche mese fa con il governo Crocetta e portato a compimento con Musumeci. Il nuovo piano strategico per la Salute Digitale, presentato oggi dall’assessore al ramo Ruggero Razza, ricalca il più ampio «piano triennale per l’informatica della pubblica amministrazione» dell’Agenzia per l’Italia digitale che punta a cambiare tutta la macchina amministrativa regionale.

Nello specifico si tratta di una serie di interventi, in parte anticipati dal precedente assessore Baldo Gucciardi, per ridurre le liste d’attesa e favorire l’accessibilità dell’assistenza sanitaria ai cittadini. Il piano prevede tre novità: la prima è l’istituzione del SovraCup regionale, il centro unico di prenotazione delle prestazioni sanitarie. Un sistema informatizzato per la prenotazione unificata delle prestazioni a livello regionale. Il sistema punta a ottimizzare al meglio l’impiego delle risorse del sistema sanitario regionale, ridurre i tempi delle liste di attesa e favorire l’accessibilità dell’assistenza ai cittadini. Ma come funzionerà? Sarà possibile prenotare in tempo reale la propria visita o il proprio esame che sarà effettuato nei giorni e negli orari preferiti e nelle zone della città più facilmente raggiungibili. Gli utenti da casa potranno procedere alle prenotazioni delle prestazioni specialistiche attraverso differenti canali: online o attraverso intermediari (ad esempio medici, farmacie), che si affiancheranno ai canali tradizionali del Cup, cioè via telefono, dagli ospedali oppure tramite richiesta trasmessa dal medico specialista. 

Nel piano è stato previsto anche l’attivazione del fascicolo sanitario elettronico e della cartella clinica digitalizzata. Si tratta di due strumenti che elimineranno definitivamente la carta e permetteranno di collegare tutti gli ospedali in rete. I vantaggi sono l’immediata trasmissione dei dati, un consulto online dei medici e un canale protetto e riservato, consultabile solo attraverso l’utilizzo di credenziali personali. «Siamo ad una svolta perché la salute digitale significa una Sanità più vicina ai cittadini, ma anche uno strumento utile a chi lavora nel settore sanitario – prosegue Razza -. Il fascicolo digitale e la cartella digitale sono strumenti che permetteranno di rendere più efficiente tutta la macchina amministrativa delle Asp. Per avviare la prima fase di interventi abbiamo programmato uno stanziamento di 15 milioni di euro dal bando Po-Fesr».

L’altra grande novità è il numero unico per le emergenze. Partito in via sperimentale lo scorso giugno nel distretto di Catania e provincia, ha la sua base operativa nella Centrale Unica di Risposta-Numero Unico Europeo (CUR NUE) attivata all’ospedale Cannizzaro di Catania. «Lo strumento di Agenda digitale consentirà il numero unico per le emergenza con l’integrazione del 118 con il 112 – spiega Razza -. La Sicilia sarà la prima regione che fruirà di questa nuova risorsa». I tempi di realizzazione secondo l’assessorato saranno brevi: «Prevediamo di completare gli interventi entro 18 mesi, al massimo 24. Soltanto l’interattività delle cartelle cliniche richiederà un po’ di tempo in più. Stiamo mettendo in campo la più grande rivoluzione in ambito sanitario».

Per il vicepresidente regionale Gaetano Armao, l’agenda digitale sarà un modo per azzerare il divario tecnologico tra Nord e Sud del Paese. Sul tavolo ci sono 411 milioni di euro che saranno investiti in diversi settori. «Si tratta di una grande opportunità per la crescita e la competitività della Sicilia. Dobbiamo recuperare il divario digitale, che rende ancora più isolati i siciliani. Serve una infrastrutturazione e servizi digitali che rendano davvero competitiva la Sicilia». A gestire i 411 milioni sarà Consip, attraverso una convenzione con la Regione. Nel dettaglio delle risorse messe in campo: 342 milioni 590mila euro provengono dal Po Fesr, 45 milioni da fondi regionali, 24 milioni dal Fondo sociale europeo. 


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