S. M. Ganzaria, la figlia difende il boss La Rocca La procura: «Era organizzato, c’era lo stendardo»

Due fotografie che ritraggono il capo della famiglia mafiosa di Caltagirone Ciccio La Rocca sotto il fercolo del Cristo morto a San Michele di Ganzaria. Istantanee datate che lo immortalano mentre indossa un paio di jeans e occhiali scuri che coprono gli occhi. A postarle sul proprio profilo Facebook è Rosaria, la figlia dell’anziano boss detenuto da anni al regime del carcere duro ad Asti. Un ritorno al passato che getta ulteriore benzina sulle roventi polemiche legate al cambio di tragitto, avvenuto nei giorni scorsi, durante la processione del venerdì santo nel Comune calatino. La deviazione, sulla quale indaga la procura di Caltagirone, ha condotto la statua fino a piazza Monte Carmelo. Proprio davanti al civico numero tre, dove risiede la moglie di La Rocca. Nello spiazzale è partito un forte applauso, come conferma la figlia nel suo post, ma gli investigatori vogliono vederci chiaro per capire se dietro tutto questo ci possa essere un gesto di riverenza.

«Il percorso della processione ha ricalcato quello tradizionale, l’anomalia ricade in un altro elemento», spiega a MeridioNews il procuratore capo di Caltagirone Giuseppe Verzera. «Un gruppo di persone ha disposto che la varetta del Cristo morto prendesse la direzione dell’abitazione di La Rocca», precisa il magistrato. Una volta arrivati in piazza Monte Carmelo, dopo essere saliti lungo via Umberto, i portatori «hanno fermato il fercolo al centro dello spiazzale, dove è rimasto per mezz’ora. Arco di tempo durante il quale – spiega Verzera – il sindaco, il parroco della chiesa Madre e il comandante dei carabinieri hanno aspettato nella parte bassa della città l’arrivo della processione». «Crediamo che tutto fosse organizzato anche perché sul balcone della casa c’era uno stendardo». Sotto la lente d’ingrandimento della procura di Caltagirone potrebbero finire i portatori del fercolo, tuttavia al momento il fascicolo è stato aperto a carico di ignoti per il reato di turbativa di ordine pubblico e di funzione religiosa

Mio padre è un grande uomo, tutti hanno un bel ricordo di lui

Nel frattempo, su Facebook la figlia di Ciccio La Rocca difende la legittimità dell’applauso di venerdì scorso. Un gesto isolato che, secondo la procura, non si è ripetuto durante il resto della processione. «Tutti hanno un bel ricordo – scrive la donna riferendosi al padre – e per questo quel bellissimo e caloroso applauso dinanzi casa mia, molto commovente ed emozionante per dimostrare che mio padre è un grande uomo». «Umiltà, carità e amore, questo è il motto con cui lui ha educato i suoi figli e ne siamo fieri, e lo difenderemo fino alla fine dei suoi giorni». La presa di posizione ha presto trovato il sostegno di numerosi abitanti del paese. «Concordo pienamente», scrive Stefania. C’è poi il nipote Umberto che ricorda il nonno come «il più grande amore». Nell’elenco figura anche chi ha preso parte alla processione finita nell’occhio del ciclone. «Le grida e gli applausi erano per la commozione e la forte devozione che abbiamo per il nostro Signore Gesù», racconta Sara

Una levata di scudi a favore del capomafia che mette da parte anni di inchieste e sentenze definitive. Lo zio Ciccio, affiliato alla mafia da quando aveva 18 anni per volere di Calogero Conti della famiglia di Ramacca, è conosciuto come uno dei più sanguinari vertici della cupola siciliana. Di lui ha parlato il pentito Antonino Calderone. «C’è gente malata che prova piacere a uccidere – è la versione dell’ex reggente catanese, poi collaboratore di giustizia, morto nel 2013 – come quel Francesco La Rocca che ogni volta che toglieva la vita a qualcuno si trasformava in una bestia. Preferiva strangolare le persone per non fare rumore, con la vittima che si dibatte e morde e assume un’espressione terribile». La storia dell’allevatore diventato padrone del Calatino è ricca di aneddoti. Tra questi c’è anche un periodo di latitanza che Bernardo Provenzano ha trascorso in quei territori. Sotto le cure dello zio Ciccio, come dice lui stesso in un’intercettazione contenuta nell’incartamento dell’inchiesta Dioniso. Nella dinastia mafiosa non c’è solo il boss, ma anche il nipote ergastolano Gesualdo e i figli Francesco Gioacchino e Gianfranco. Il primo avrebbe tentato di riprendere in mano le redini della famiglia mentre il secondo è stato coinvolto in un’inchiesta di mafia e appalti per la strada statale Licodia Eubea-Libertinia. Il terzo, infine, viene indicato come nuovo reggente della famiglia di Caltagirone dal collaboratore di giustizia Giuseppe Laudani.


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Da un lato gli uffici giudiziari di Caltagirone che indagano sul presunto gesto di riverenza durante la processione pasquale. Dall'altro i messaggi di stima di alcuni cittadini che difendono il capomafia. «Che ogni volta che toglieva la vita a qualcuno si trasformava in una bestia», ricordava il pentito, oggi defunto, Antonino Calderone

Dal controllo della velocità alla segnalazione di un imminente pericolo. Sono gli Adas, i sistemi avanzati di assistenza alla guida che aumentano non solo la sicurezza, ma anche il comfort durante i viaggi in auto. Più o meno sofisticati, i principali strumenti Adas sono ormai di serie nelle auto più nuove, come quelle a noleggio. […]

Un aiuto concreto ai lavoratori per affrontare il carovita. Ma anche un modo per rendere più leggero il contributo fiscale delle aziende. Sono le novità introdotte dalla conversione in legge del cosiddetto decreto lavoro, tra cui figura una nuova soglia dell’esenzione fiscale dei fringe benefit per il 2023, portata fino a un massimo di 3mila euro. […]

Circa due tonnellate. È la quantità di rifiuti raccolta da oltre tremila studenti e studentesse di undici Comuni del territorio del Calatino durante le giornate di plogging organizzate da Kalat Ambiente Srr. «L’obiettivo del nostro campionato – spiegano dall’ente che si occupa di pianificazione, programmazione e affidamento della gestione del ciclo integrato dei rifiuti – […]

«Era come avere la zip del giubbotto chiusa sopra e aperta sotto: ecco, noi abbiamo voluto chiudere la zip di questo giubbotto». Indispensabile se si parla di Etna, dove fa sempre fresco. È nato così CraterExpress, la nuova proposta che permette di raggiungere la vetta del vulcano a partire dal centro di Catania, con quattro […]

Ma non si parlava, tipo, di turismo sostenibile, eco bio qualcosa? No perché mi pareva di avere sentito che eravate diventati sensibili alla questione ambientale e che vi piaceva, tipo, andare nella natura, immergervi nella ruralità, preoccuparvi dell’apocalisse solare. Probabilmente avrò capito male.Qui, nel sudest siculo, fino a non molto tempo fa, ricordo un turismo […]

Dodici mesi, 52 settimane e 365 giorni (attenzione, il 2024 è bisestile e quindi avremo un giorno in più di cui lamentarci). Un tempo legato da un unico filo: l’inadeguatezza. Culturale, innanzitutto, ma anche materiale, davanti ai temi complessi, vecchi e nuovi. Difficoltà resa evidente dagli argomenti che hanno dominato il 2023 siciliano; su tutti, […]

Il seme del cambiamento. Timido, fragile e parecchio sporco di terra, ma è quello che pare stia attecchendo in questi ultimi mesi, dopo i più recenti episodi di violenza sulle donne. In principio, quest’estate, fu lo stupro di gruppo a Palermo. In questi giorni, il femminicidio di Giulia Cecchettin in Veneto. Due storie diverse – […]

Mai come in campagna elettorale si parla di turismo. Tornando da Palermo con gli occhi pieni dei metri di coda – moltiplicata per varie file di serpentina – per visitare la cappella Palatina e qualunque mostra appena un piano sotto, lo stato di musei e beni archeologici di Catania non può che suscitare una domanda: […]

Riforme che potrebbero essere epocali, in termini di ricaduta sulla gestione dei territori e nella vita dei cittadini, ma che sembrano frenate dalla passività della politica. Sembra serena ma pratica- e soprattutto, attendista – la posizione di Ignazio Abbate, parlamentare della Democrazia Cristiana Nuova chiamato a presiedere la commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana. Quella […]

Dai rifiuti alla mobilità interna della Sicilia, che avrà una spinta grazie al ponte sullo Stretto. Ne è convinto Giuseppe Carta, deputato regionale in quota autonomisti, presidente della commissione Ambiente, territorio e mobilità all’Assemblea regionale siciliana. Tavolo di lavoro che ha in mano anche due leggi su temi particolarmente delicati: urbanistica e appalti. Con in […]

Dall’agricoltura alle soluzioni per il caro energia; dalle rinnovabili di difficile gestione pubblica allo sviluppo delle imprese bandiera del governo di Renato Schifani. Sono tanti, vari e non semplici i temi affidati alla commissione Attività produttive presieduta da Gaspare Vitrano. Deputato passato dal Pd a Forza Italia, tornato in questa legislatura dopo un lungo processo […]