Raffaele Lombardo pronto a sostenere Schifani. «Fiscalità compensativa e misure per giovani»

Il risultato elettorale afferma la presenza dei Popolari e Autonomisti nel nuovo governo regionale. È proprio il fondatore dell’Mpa e guida degli Autonimisti Raffaele Lombardo a esprimersi sul voto. «Parteciperemo a un’ampia maggioranza che assicuri stabilità al governo presieduto da Renato Schifani». Lombardo si esprime a favore del reddito di cittadinanza e di «qualunque altra forma di sostegno che consenta ai disoccupati di sopravvivere: è stato un grande regalo ai cinquestelle dichiarare di volerlo abolire».

Una presenza in maggioranza che significa anche responsabilità: «Vigileremo affinché il governo nazionale e quello regionale possano individuare misure in grado di offrire lavoro ai nostri giovani – prosegue – A quelli che restano in Sicilia e a quelli che possono tornare da fuori. Non mi riferisco solo ai professionisti, ma penso alle decine di migliaia di siciliani che lavorano nelle pizzerie e negli alberghi di Londra». «Abbiamo indicato nel nostro programma due idee – sottolinea – la prima è la tradizionale fiscalità compensativa. La seconda è l’energia green prodotta in Sicilia, che nella misura del 50 per cento deve essere lasciata al territorio: è una misura in grado di alleviare il costo delle bollette delle famiglie e attrarre le imprese che con uno sconto sull’energia del 50 per cento saranno invogliate a investire nell’Isola». 

Poi l’ex presidente, tornato in politica dopo le vicende giudiziarie da cui è venuto fuori con un’assoluzione in secondo grado, rivendica il risultato, andato anche contro le previsioni di alcuni esperti. «Avremo una rappresentanza di esponenti Popolari e Autonomisti all’Assemblea regionale siciliana – dichiara – Con ciò abbiamo smentito i sondaggisti che io definisco sondaggisti telepatici o psichedelici perché la loro consultazione sarà di tipo telepatico, dal momento – conclude Lombardo – che non mi è mai capitato, né ho sentito da parte di nessuno dei miei amici che siano stati interpellati sulle loro intenzioni di voto e questo almeno negli gli ultimi dieci anni».


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