A doversi occupare del sito dovrebbe essere il Comune di Noto. Tuttavia, l'area non è mai stata espropriata. Nonostante l'Arpa la ritenga «potenzialmente inquinante». A metà anni Duemila, i titolari furono assolti dall'accusa di aver danneggiato la faglia acquifera. Anche se il numero dei tumori era aumentato