Processo Cara Mineo, rinviato per sciopero dei penalisti Turbativa d’asta e falso per gli appalti dal 2011 al 2014

È stato rinviato al prossimo 4 dicembre il processo per turbativa d’asta e falso nell’ambito dell’inchiesta sulla concessione dell’appalto dei servizi, dal 2011 al 2014, al Cara di Mineo. Il motivo del rinvio del processo davanti al tribunale di Catania è stato lo sciopero degli avvocati penalisti.

Nella prossima udienza i giudici scioglieranno le riserve sull’ammissibilità delle prove documentali e la nomina dei periti per la trascrizione delle intercettazioni. Tra i 15 imputati anche l’ex sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe Castiglione, indagato in qualità di soggetto attuatore di quello che è stato il centro di accoglienza richiedenti asilo più grande d’Europa e che oggi chiude definitivamente i battenti. Castiglione aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato. 

Tra gli altri imputati ci sono l’allora sindaca di Mineo Anna Aloisi, l’ex presidente del consorzio Sol.Calatino Paolo Ragusa, l’ex direttore del consorzio Calatino terra d’accoglienza Giovanni Ferrera e gli ex vertici delle Ati interessate. Dal procedimento è uscito Luca Odevaine che è stato condannato a sei mesi di reclusione con il patteggiamento.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro e dai sostituti Raffaella Agata Vinciguerra e Marco Bisogni, le gare d’appalto per la gestione dei servizi del Cara fra il 2011 e il 2014, intervallata da sette proroghe avallate da un protocollo con la prefettura di Catania. Secondo l’accusa, Castiglione, Odevaine e Ferrera – rispettivamente soggetto attuatore del Cara, presidente e componente la commissione aggiudicatrice – avrebbero «predisposto il bando di gara con la finalità di affidamento». 

La procura di Catania ritiene, in particolare, che le cooperative interessate si «costituivano appositamente in Ati» dopo avere «ricevuto rassicurazioni sull’aggiudicazione degli appalti», il cui «bando era concordato con lo stesso Castiglione, Odevaine e con Ferrera». A Castiglione, all’allora sindaca di Mineo e a Ragusa viene contestata anche la corruzione «per la promessa di voti per loro e i gruppi politici nei quali gli stessi militavano (Pdl, lista Uniti per Mineo e Ncd) in cambio di assunzioni al Cara». Ferrera e Odevaine sono indagati anche per falso ideologico per l’assunzione di quest’ultimo al Cara di Mineo come esperto di fondi Ue. 


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